Difendere il patrimonio culturale, storico, architettonico e paesaggistico del Mediterraneo dall'incuria del tempo. E affidare questo compito alla Sicilia, isola al centro del Mare Nostrum, crocevia di razze, popoli e religioni che, in terra di Trinacria, hanno trovato accoglienza, integrazione e dimora. Proprio per questo a Palermo, lunedì 13, presso il Centro regionale per il restauro della Regione siciliana, sarà costituita Herimed. Si tratta di un'associazione che raccoglie dieci Paesi dell'area mediterranea (Algeria, Tunisia, Egitto, Libano, Palestina, Turchia, Spagna, Portogallo, Francia, Italia), che lavorano con un unico obiettivo: quello di cooperare nel settore della catalogazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale del Mediterraneo. Herimed è il risultato del progetto «Unimed cultural heritage», finanziato dalla commissione europea e realizzato da 21 partner coordinati dall'Unimed, cioè l'Unione delle università del Mediterraneo. In sostanza un vero e proprio organismo euromediterraneo che opererà nell'ambito del restauro e della conservazione dei beni e che promuoverà anche la nascita della «Carta del rischio del Mediterraneo», una piattaforma tecnologica per i rilievi del patrimonio a rischio nel Mediterraneo. Su questa scia, infatti, l'Italia è già a buon punto e la Sicilia sta completando la mappa regionale (basta collegarsi al sito internet www.cartadelrischio.it). L'obiettivo è quello di estendere il progetto anche ai paesi del Mediterraneo. Si otterrebbe così una mappatura il più possibile completa dei beni e dei siti di interesse culturale da monitorare in caso di cataclismi naturali o conflitti. La Carta del rischio sarà aggiornata seguendo le linee di massima già evidenziate dall'Unesco. In tale direzione si avvierà una stretta collaborazione fra gli esperti che operano nel campo dei siti riconosciuti patrimonio mondiale e gli studiosi che invece lavoreranno alla valorizzazione e conservazione dei beni che si trovano nel solo bacino del Mediterraneo. Ad aprire i lavori, lunedì 13 alle 16, sarà l'assessore regionale ai beni culturali Alessandro Pagano. Seguiranno gli interventi di alcuni esperti nel settore, tra cui quello dell'egiziano Fathi Saleh, direttore di Cultnat, il centro per la documentazione del patrimonio culturale e naturale, dell'Egitto. Saranno discussi diversi temi, partendo da alcuni risultati già raggiunti dal progetto Unimed cultural heritage. Tra questi un rilievo eseguito a Santa Sofia, in Turchia che prevede la messa in sicurezza del museo per salvaguardarlo dal rischio sismico. Saranno affrontati anche argomenti più teorici come l'analisi sulla legislazione dei diversi Paesi in materia di patrimonio culturale e i loro sistemi di catalogazione. Al momento ci sarà una sola sede per l'Herimed e cioè Palermo, presso il Centro regionale di progettazione e restauro. È stata già prevista l'apertura di altre sedi decentrate, anche tramite la costituzione di soggetti giuridici autonomi (che verranno denominati Herimed Libia o Tunisia o Spagna, in relazione al paese dove la struttura sarà ospitata). Intanto, hanno già manifestato l'intenzione di aprire una sede nel proprio paese quattro partner: Egitto, Libano, Palestina e Turchia. Ipotizzato anche un modello organizzativo per la struttura composto da un'assemblea generale, un comitato direttivo, un presidente, un segretario, un comitato scientifico e un collegio sindacale.