UDINE. Progetti sì, programmi anche, promesse no. E' questo lo stile del ministro forzista Giuliano Urbani, che ieri, accompagnato dalla vicepresidente della giunta regionale Alessandra Guerra ha visitato prima la mostra su Kandinsky, il Centro di catalogaziene e restauro e l'Accademia di villa Manin e poi la basilica e il museo archeologico di Aquileia. Nessuna promessa, neppure quella di portare ad Aquileia la sede della sezione archeologica della Soprintendenza regionale. Ma un sì al "Progetto Aquileia in Europa", consegnatogli dalla Guerra e caldeggiato dal sindaco Sergio Comelli e dai sovrintendenti di zona Martines e Scotti, e all'idea deUa stessa Guerra di fare di Aquileia, per notorietà, e importanza, "la Pompei del Nord e dell'Europa". E poi la richiesta che gli sia fatta pervenire la mappa dei beni culturali di Aquileia e dei vincoli in vista della riforma del settore, per non lasciare tutte le competenze al Tar. In più Urbani ha ricordato che il governo prevede uno stanziamento a favore dei beni culturali del 3 ogni cento euro spesi per opere infrastnitturali: il che significa che, se sarà attuato il Progetto obiettivo da 8 mila miliardi concordato tempo fa tra Tondo e Berlusconi, in Friuli arriveranno anche 240 miliardi per la valorizzazione del suo patrimonio archeologico e monumentale. Una cifra enorme se si pensa che nel 2003 il ministero ha previsto investimenti per sei miliardi per 94 restauri (più i grandi restauri con i proventi del Lotto, che interessano il castello di San Vito al Tagliamento e il parco di Miramare a Trieste), e che è soddisfatto perché nel 2004 potrà aggiungervi 1'illuminazione artistica di Aquileia, delle mura di Palmanova, del teatro romano e del parco di Miramare a Trieste. Infine Urbani ha annunciato che nello sviluppo del progetto per la Fondazione per Aquileia, prevista dal Progetto consegnatogli, sarà affiancato dall'ex presidente delle Generali di Trieste Alfonso Desiata. Soddisfatta la Guerra, che ha sottolineato come a distanza di secoli Aquileia ritrovi la sua centralità tra Est e Ovest dell'Europa, auspicando quindi accanto alla valorizzazione del suo patrimonio archeologico (in gran parte ancora sotto terra) anche il ruolo di crocevia dei popoli, in un momento in cui «dopo 50 anni di chiusura» si riaprono le frontiere dell'Est La Guerra non ha mancato di rilevare come gli investimenti su Aquileia avrebbero l'effetto di un volano anche per l'economia, coinvolgendo studiosi, tecnici, volontariato e altre realtà, quali ad esempio la scuola di mosaico di Spilimbergo, al cui potenziale importante ruolo ha anche accennato poi il responsabile dei Musei civici di udine Buora, e potenziando l'attività turistica. Durante la visita la Guerra ha anche replicato all'accusa di Illy di aver speso 4 miliardi per i Celti. «In realtà - ha detto - ho dato quei soldi alla Soprintendenza per effettuare scavi che hanno portato alla scoperta della persenza di quelle popolazioni preromane». La Guerra poi non ha voluto fare anticipazioni su quanto dirà oggi, alle 11, a Udine, sull'organizzazione della mostra su Kandisky e sulle relative polemiche, né fare commenti sulle nomine in giunta regionale. «Non c'ero» si è limitata a dire. E il suo staff ha anche fatto sapere che la candidata, che non ama le polemiche, non farà più confronti. «Non voglio più fare pubblicità a Illy», avrebbe detto. Nell'incontro conclusivo ad Aquileia sono intervenuti anche l'onorevole Danilo Moretti, chiedendo al ministro un progetto Obiettivo per Aquileia che assicuri continuità di finanziamenti, e l'assessore proviciale Fabrizio Cigolot, che ha sollecitato (tra gli applausi) che la sede della sovrintendeza archeologica sia spostata ad Aquileia e ha invitato il ministro al Mittelfest di luglio a Cividale. In quanto alla prima richiesta, come detto, il ministro non ha fatto promesse, ricordando però che è imminente una riforma del ministero che prevede una maggiore presenza sul territorio e, come auspicato dallo stesso Cigolot, un maggiore coinvolgimento di Province e Comuni. Tra i presenti i consigliere regionali Asquini e Violino, l'assessore provinciale Sette e la consigliera Cividini, l'ex sindaco di Ronchis Galasso, il commissario provinciale di Fi Paolo Russo.