Per il Maxxi, il nuovo museo di arte contemporanea la cui apertura è prevista a Roma tra poco più di due anni, si sta ancora studiando il business plan. Tra le diverse ipotesi, spiega Pio Baldi, direttore generale per l'architettura e l'arte contemporanea al ministero dei Beni culturali, «ci stiamo orientando verso una struttura di 45-50 persone, di cui circa due terzi addette alla vigilanza e altri servizi ausiliari. Tutte le altre posizioni sono, chi più chi meno, manageriali, nel senso che devono saper svolgere un'ampia gamma di funzioni». Quali caratteristiche dovrebbe avere un manager che lavora per il Maxxi? Nella gestione di un museo la creatività è una dote necessaria. Non solo come capacità di risolvere problemi, ma anche di inventare situazioni. Altrettanto indispensabile è la flessibilità: saper fronteggiare eventi imprevisti e svolgere mansioni con tasso di contenuto intellettuale molto differenziato, dalla fotocopia alla programmazione di un evento. Tutto ciò non è facile in una amministrazione statale in cui il personale è pagato poco ed è rigidamente segmentato in qualifiche (14 per l'esattezza) ad ognuna delle quali corrispondono specifiche mansioni. Che differenze ci sono tra la situazione italiana e quella di altri Paesi? In alcuni Paesi europei, Francia, Germania, Olanda, ma anche Spagna e Portogallo, c'è una divisione più marcata tra i compiti di indirizzo attribuiti alla politica e quelli di gestione propri dell'amministrazione. Da noi questa strada è stata recentemente tentata, ma gli obiettivi assegnati alle amministrazioni vengono a volte resi irraggiungibili per i successivi tagli di quelle risorse. Credo che di taglio in taglio manchi ormai poco al raggiungimento di quella soglia al di sotto della quale ulteriori riduzioni di spesa non provocano più economie, ma dispersioni di risorse, poiché implicano il mantenimento dei costi fissi di strutture che non sono più in grado di fornire servizi. Suggerirebbe a un giovane di intraprendere una carriera come manager della cultura? La cultura è l'industria italiana del futuro. E il terreno più promettente mi sembra quello del management culturale privato. Il settore pubblico, infatti, richiede strumenti di gestione analoghi a quelli del privato ma con strumenti organizzativi più rigidi e incerti.
MAXXI Museo. Baldi: le strutture statali rimangono troppo rigide
Il nuovo museo di arte contemporanea di Roma, il Maxxi, sta ancora studiando il business plan. Il direttore generale per l'architettura e l'arte contemporanea al ministero dei Beni culturali, Pio Baldi, spiega che la struttura dovrà avere circa 45-50 persone, di cui due terzi addette alla vigilanza e altri servizi ausiliari. Le altre posizioni saranno manageriali, con mansioni diverse e richiedenti flessibilità e creatività. La gestione di un museo richiede capacità di risolvere problemi e inventare situazioni, nonché di fronteggiare eventi imprevisti. La situazione italiana differisce da quella di altri Paesi europei, dove ci sono una divisione più marcata tra la politica e la gestione.
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