NELL'ULTIMA legislatura la Regione per promuovere l'immagine della Sicilia in Italia e all'estero ha speso oltre 100 milioni di euro. «Soldi che servono a poco se poi non si riesce a tenere aperti i siti archeologici, prodotto culturale fondamentale per l'isola» dice l'assessore regionale al Turismo Fabio Granata. Sette milioni di euro sono stati spesi per l'ultima campagna pubblicitaria sui canali di stampa e tv italiani. A questa cifra si devono aggiungere i 4 milioni del 2004 per «spese di finanziamento per opere urgenti di valorizzazione turistica». Altri 4 milioni di euro li spende all'anno il dipartimento regionale per i beni culturali e ambientali per «comunicazione delle risorse storiche e paesaggistiche dell'isola». E in bilancio si deve aggiungere oltre un milione euro all'anno per manifestazioni di intrattenimento turistico svolte in Sicilia. E poi ci sono le attività promozionali come Natale Manhattan-New York (costata alla Regione 150 mila euro). E infine "Casa Sicilia" a New York e le mostre che hanno portato in giro opere d'arte siciliane, come il Satiro in Giappone e i quadri di Antonello da Messina in America. Il tutto con il fine di portare turisti stranieri nell'isola. Tanto che l'assessore ai Beni culturali Alessandro Pagano annunciava trionfante, dopo l'ultima trasferta oltreoceano, che presto arriveranno milioni di nuovi visitatori: «Risulta che poco meno del 60 per cento dei giapponesi indica la Sicilia tra le mete preferite per i propri viaggi aveva detto Pagano In termini assoluti sarebbe come avere un bacino potenziale di 60 milioni di nuovi turisti. Al 2007 ne porteremo in Sicilia 1 milione e mezzo». L'assessorato di riferimento per la promozione della Sicilia è quello al Turismo. E proprio sui beni culturali e l'enorme patrimonio archeologico dell'isola aveva puntato l'ultima campagna pubblicitaria voluta dall'assessore Granata: «Soldi buttati se poi non riusciamo a garantire nemmeno l'apertura dei siti archeologici dice Granata E questo non solo per problemi relativi allo status contrattuale dei custodi ma anche per una volontà politica che è venuta meno negli ultimi due anni (Granata, di An, prima di passare al Turismo era assessore ai Beni culturali, ndr). In passato ho fatto aprire i siti archeologici anche la domenica di Pasqua e realizzato mostre di livello internazionale che hanno realmente promosso l'immagine della Sicilia, invece di improbabili spedizioni di opere d'arte siciliane nel mondo che non fanno vero sistema». Il suo assessorato ha speso negli ultimi cinque anni 30 milioni di euro per «attività promozionali», più 15 milioni per campagne pubblicitarie sui media. Inoltre l'assessorato al Turismo deve finanziare per legge, spendendo 6 milioni l'anno, i «grandi eventi culturali di richiamo turistico»: dal festival medievale di Brolo alla sagra del cous cous di San Vito Lo Capo, o ancora il concorso ippico palermitano «Coppa degli Assi» e gli Internazionali di Tennis. «Una cosa è certa conclude GranataNella prossima legislatura per prima cosa si devono accorpare le deleghe al Turismo e ai Beni culturali se davvero si vuole promuovere al meglio la Sicilia».