ARCOLE. Il grande Arco dei Croati, probabile relitto del castello medievale, donato dai proprietari al Comune che ora potrà restaurarlo Salvezza per l'arco misterioso Il monumento rischiava di crollare. Ora saranno sostituite le parti di pietra gli intonaci e i mattoni deteriorati, spariranno anche le murature di sostegno recenti. Luci, piante e prato per una spesa totale di 99mila euro Arcole. Tappa importante per il progetto dell'amministrazione comunale, intenzionata a restaurare l'antico e per certi aspetti enigmatico Arco dei Croati, che si erge in centro paese a testimonianza con tutta probabilità di una più complessa struttura difensiva. La giunta comunale nelle scorse settimane ha infatti approvato la cessione gratuita da parte dei privati residenti del terreno sul quale ricade l'arco, oggi rimasto al centro di una zona a destinazione residenziale. Una soluzione che può consentire l'avvio del restauro dei ruderi, ora su una striscia di terreno che mette in collegamento la strada con la vicina area residenziale. Accogliendo l'intenzione del Comune di procedere a un intervento di conservazione del manufatto datato dagli storici di epoca bassomedioevale, i residenti hanno infatti optato per la cessione dell'area aprendo in tal modo la strada al progetto di recupero. «È questa la soluzione ideale per garantire un futuro al sito», commenta l'assessore alla cultura Tiziano Borasco. «È stata suggerita sia da tecnici che da storici locali che confidano nella conservazione architettonica del sito. Credo anche che l'area limitrofa sarà così fortemente valorizzata anche attraverso la valorizzazione di uno spazio verde. Il sito potrà a pieno titolo essere inserito nei percorsi storico-artistici che interessano il nostro territorio». Nel contempo è stato approvato dalla giunta comunale il progetto definitivo per il restauro del manufatto, per un importo complessivo di oltre 99mila euro, di cui 65mila rappresentate da somme a base d'appalto e 34mila per somme a disposizione del Comune. Significativo anche il contributo finanziario previsto dalla Fondazione Cariverona che coprirà il 60 per cento del costo degli interventi che vedranno anche la supervisione e la collaborazione da parte della Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici. In tal modo l'amministrazione comunale potrà proseguire con l'iter tecnico-amministrativo che prevede sia l'intervento artistico di recupero, sia la valorizzazione dell'area circostante mentre i residenti Angelo Dal Monte, Giuseppe Pasquali, Roberto Dal Monte, Attilio Pasquali, Ruggero Ceretta, Rosi Contini e Giuseppe Donato avranno in prossimità delle loro abitazioni un sito storico protetto da adeguati infrastrutture e ripristinato nelle parti che evidenziano l'usura del tempo. L'Arco dei Croati è ciò che rimane di un'antica e maestosa fortificazione medioevale. Il rudere è costituito da una struttura portante in mattoni e tufo. Si presenta agli occhi dei visitatori in cattivo stato di conservazione, anche per il peso degli agenti atmosferici e dell'incuria. Incuriosisce, tuttavia, per le dimensioni e per le caratteristiche architettoniche ma anche per questo appellativo che in molti vogliono collocare storicamente al periodo napoleonico, quando nella zona si fermarono sia truppe francesi che austriache. Forse nei pressi dell'Arco si erano accampati soldati croati arruolati nell'armata imperiale austriaca. «Con l'intervento di restauro», spiega nella sua relazione tecnica l'architetto Antonio Ferrarese, che sta collaborando con l'assessorato alla cultura per dare concretezza al progetto di restauro, «non si tratterà di ritornare all'origine del profilo del sito, operazione pressoché impossibile. Si procederà invece alla sostituzione delle parti degradate, soprattutto pietre e laterizi». In base al progetto che l'amministrazione comunale si è impegnata a portare, il restauro interesserà il tufo e il laterizio e gli intonaci che, lasciati alla forza degli agenti temporali, potrebbero decadere ulteriormente minacciando la stessa staticità degli elementi strutturali. Il progetto prevede inoltre anche la sottomurazione dell'arco, con la demolizione dei contrafforti esistenti, unici elementi recenti. È inoltre previsto il rifacimento della pavimentazione che potrà essere realizzata o in ciottolino o in pietra, accanto all'inerbamento dei fronti lungo il muro. Contemporaneamente è prevista la piantumazione di alcuni alberi ad alto fusto, il livellamento del terreno per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche, la realizzazione di un impianto di illuminazione anche per la valorizzazione del sito all'interno di un percorso turistico locale. «In tal modo l'antico e misterioso arco», sottolinea l'assessore Tiziano Borasco, «troverà collocazione adeguata e ottimale valorizzazione all'interno della mappa dei siti arcolesi che documentano secoli significativi di storia». Silvana Sartori
ARCOLE. Il grande Arco dei Croati donato dai proprietari al Comune
Il Comune di Arcole ha ottenuto il permesso di restaurare l'Arco dei Croati, un monumento medievale che rischiava di crollare. Il progetto di restauro, approvato dalla giunta comunale, prevede la sostituzione delle parti degradate, come pietre e intonaci, e la demolizione dei contrafforti recenti. Saranno inoltre sostituite le murature di sostegno e saranno realizzate luci, piante e prato. Il progetto è stato finanziato con un contributo della Fondazione Cariverona, che coprirà il 60% del costo degli interventi. L'Arco dei Croati è un rudere di una struttura portante in mattoni e tufo, che si presenta in cattivo stato di conservazione.
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