«Quello che si vede dalle fotografie aeree è impressionante: sotto le terre di Aquileia c'è un'altra Pompei. La tireremo fuori»: parola del ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani. Non è una promessa da campagna elettorale, anche se nella sua visita di ieri in Friuli-Venezia Giulia era accompagnato dall'assessore regionale alla Cultura nonché candidata alla presidenza Alessandra Guerra. Quello di Urbani è un progetto che ha tempi e modi precisi, e che ruota attorno a un nome tolto dal cilindro ieri sera, dopo una lunga passeggiata tra i resti e la basilica di Aquileia: il nome è quello di Alfonso Desiata, per anni ai vertici di Generali e prossimo coordinatore del progetto "Fondazione Aquileia". «Ho cercato una persona di grande autorevolezza e prestigio che mi desse una mano per realizzare questo progetto, legato alla riforma del ministero che stiamo approntando e che sarà pronta entro settembre-ottobre. Desiata si è entusiasmato quando gli ho proposto di affiancarmi per costruire il sistema-fondazione, ovvero la struttura che dovrà unire enti locali, Stato, Regione, privati e investitori che contribuiranno a riportare in luce e lanciare la "grande Aquileia"». Un progetto che parte dai lavori già abbozzati dalle soprintendenze locali con la Regione e che prevedono scavi nel Foro sul lato ovest, nel Macellum, nella Curia, il restauro dei reperti, un nuovo percorso didattico e la copertura di una parte delle grandi terme. «Non dovrei dirlo - ha rivelato la Guerra - ma la Soprintendente Maselli Scotti mi ha detto che accenni di scavo in varie zone qui attorno sono stati sospesi e ritrovamenti straordinari sono stati rimessi sotto terra perché non ci sono i fondi per completare i lavori e mettere tutto in sicurezza». I fondi, ovvero i benedetti soldi che non ci sono mai quando si parla di Beni culturali; è attorno a questi che ruota il progetto. «I soldi ci sono se si trasformano le ricchezze storiche e architettoniche, di cui l'Italia è in possesso, in valore aggiunto e in risorsa economica», ha chiarito Urbani. Ma oltre ai progetti il ministro ha portato anche i "contanti", quelli legati alla Legge obbiettivo per le infrastrutture: «Per la prima volta questo governo ha collegato gli investimenti economici agli investimenti culturali: ogni 100 euro destinati alle grandi opere infrastrutturali, 3 saranno vincolati ai beni culturali. E il 3 per cento che riguarda il Friuli-Venezia Giulia è piuttosto consistente, dal momento che in questa regione saranno realizzate molte grandi opere infrastrutturali legate alla Legge obbiettivo». La cifra si aggirerà quindi attorno ai 6 milioni di euro. «Soldi che resteranno tutti in questa Regione - ha specificato Urbani - perché qui sarà il centro della nuova Europa allargata a Est». Il progetto della "grande Aquileia" comunque non potrà certamente vedere la luce in pochi mesi come invece si prevede che accadrà per la terza "notizia" portata dal ministro: e "vedere la luce" è il termine esatto per descrivere il piano di "illuminazione artistica" per 100 siti di pregio in tutta Italia. Quattro di questi siti sono in Friuli-Venezia Giulia: sono le mura di Palmanova, la basilica di Aquileia, il castello di San Giusto e il teatro Romano a Trieste. Questi quattro capolavori architettonici godranno nel triennio dal 2004 al 2006 di finanziamenti per ampliare o realizzare ex novo un'illuminazione "artistica" che li valorizzi nella loro imponenza. Oltre alle "doti" portate da Urbani non potevano però mancare i "desiderata": ci ha pensato il presidente della Provincia di Udine, Marzio Strassoldo, che ha ricordato al ministro le priorità auspicate da una zona che ha ancora qualche ferita aperta risalente al terremoto: «Aquileia è un giacimento culturale - ha detto a Urbani durante la visita, nel primo pomeriggio, alla mostra su Kandinskj a Villa Manin - ma ci sono ancora alcune chiese e castelli lesionati che richiedono uno strumento speciale di finanziamento. E sarebbe necessario coordinare meglio le competenze di Regione, Provincia, Comuni e Stato». «La riforma del Titolo Quinto della Costituzione - ha ribattuto il Ministro - ci consente di cambiare le leggi e quindi la distribuzione delle competenze. In sede di Conferenza Stato-Regioni scriveremo assieme le nuove norme e riformeremo il ministero dei Beni culturali. È una questione di mesi, poi cambierà tutto». Nonostante Sgarbi? Frecciata respinta con un sorriso: «No comment; tutto quello che potevo dare in termini di sangue, l'ho già dato».
Una Fondazione per trasformare Aquileia nella Pompei del Nord
Il ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, ha annunciato un progetto per riportare in luce e lanciare la "grande Aquileia", un'area archeologica situata sotto le terre di Aquileia. Il progetto prevede scavi, restauro e la creazione di un nuovo percorso didattico. Il ministro ha anche annunciato che il governo ha collegato gli investimenti economici agli investimenti culturali, con un rapporto di 100 euro per grandi opere infrastrutturali a 3 euro per beni culturali. La Regione del Friuli-Venezia Giulia sarà il centro della nuova Europa allargata a Est e riceverà circa 6 milioni di euro.
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