Persi 15 milioni di euro in un amo Una su dieci ha chiuso, i soldi ridotti a un terzo Dalla Finanziaria solo 7 milioni e mezzo di euro. Crollo delle presenze e dei prestiti In controtendenza le strutture comunali e di quartiere. Specie se collegate a internet Piacciono le sezioni per bambini, quelle multimediali e con i giornali a disposizione ROMA Chiuse, inaccessibili, sempre più povere. Senza fondi, senza tecnologia, senza aggiornamenti. E, se continua così, senza futuro. Alcune chiudono, molte sopravvivono, poche, invece, crescono, migliorano, hanno numeri da record e pagelle di eccellenza. Parliamo di biblioteche, di un patrimonio tanto ricco quanto disomogeneo della cultura italiana, oltre 12mila istituzioni che vivono oggi una delle più gravi crisi degli ultimi decenni, flagellate da tagli che hanno messo in ginocchio non soltanto le grandi biblioteche statali, ma anche la ricca rete delle biblioteche degli enti locali, colpiti, a loro volta, dalla cancellazione globale di risorse alla cultura. Il 70 delle biblioteche italiane, secondo una proiezione dell'Aib (Associazione italiana biblioteche), ha subito negli ultimi 5 anni tagli radicali, che hanno portato ad un drastico calo di presenze e di prestiti di libri. E come può vivere una biblioteca se nessuno chiede più libri in prestito? Un dato per tutti: gli stanziamenti per i beni archivistici e librari nell'ultima Finanziaria sono scesi dai 22,757 milioni di euro del 2005, ai 7,661 milioni di euro del 2006, mentre la voce "diffusione del libro " è restata ferma a 600mila euro. «Quello che colpisce spiega Giovanni Solimine, docente di Biblioteconomia all'università della Tusciaè il declino di molte istituzioni storiche, statali e universitarie, costrette dalla mancanza di risorse a ridurre orari, personale, servizi al pubblico, per non parlare dell'impossibilità di aggiornare il catalogo, perché soldi per comprare libri e per creare multimedialità non ce ne sono più. Una vera condanna all'oblio se si pensa che il 70 dei frequentatori delle biblioteche è composto da giovani e da studenti universitari, il cui rapporto con il libro passa anche attraverso la tecnologia». Questo non significa però che l'istituzione biblioteca abbia perso appeal e ragion d'essere. Anzi. «A questa condizione di ripiegamento dice Giovanni Solimine si contrappone infatti la rete delle biblioteche comunali, la formula vincente di questi anni, una rete di strutture grandi e piccole, funzionali, moderne, di quartiere, spesso anche decentrate e periferiche, aperte ad un pubblico specializzato e non, con buone sezioni per ragazzi, con sale dove sfogliare i giornali, e una crescente presenza di postazioni internet e supporti multimediali. Un esempio riuscito è la rete delle oltre 30 biblioteche civiche di Roma, o la grande biblioteca multimediale di Pesaro». Perché le biblioteche esistono soltanto se dentro c'è la vita. Oltre ai libri, naturalmente. Funzionano se sono luoghi di incontro, se ci sono i giornali da sfogliare, internet da consultare, e gli scaffali di fiabe e avventure per i più piccoli. Vincono se sono vicine, aperte tutto il giorno, accoglienti, tecnologiche. Un universo che in Italia è difficile non soltanto da gestire ma anche da censire. Se l'Iccu, l'istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche ne enumera 15.787, l'Istat, nell'ultima capillare ricognizione che risale al 2004, ne prende in esame "soltanto" 12.676, tra statali, nazionali, comunali, ecclesiastiche, universitarie e private. E la ripartizione geografica è chiara, come spiegano gli esperti, perché esiste un "Sud delle biblioteche" e più si scende più la situazione peggiora, basti pensare che il 51,4 delle biblioteche è al Nord, il 20,6 al Centro e il 28 è al Sud, e oltre la metà delle istituzioni del Mezzogiorno ha un patrimonio librario, dice l'Istat, "inferiore ai 5mila volumi". Avere un libro in prestito da Roma in giù può rivelarsi davvero un compito arduo: le provincie di Latina, Siracusa, Brindisi, Tarante e Ragusa posseggono infatti meno di una biblioteca ogni l0mila abitanti. Accade anche, e siamo in Lombardia, regione del Festival della Letteratura, che il sindaco di San Giovanni del Dosso chiuda i battenti della piccola biblioteca locale. «Soltanto 4 utenti in 12 mesi, da 4 anni che non possiamo più comprare libri. Meglio aiutare le famiglie bisognose». Una scelta discutibile, ma non è facile sopravvivere se sei troppo piccolo e Rete è la parola chiave per le biblioteche del futuro. Perché anche da noi, tagli a parte, sta vincendo la formula della public library inglese. Ed è questa un po' la chiave del successo dell'Istituzione biblioteche di Roma, presieduta da Igino Poggiali. «Il primo elemento di forza è stata la rivalutazione della figura dei bibliotecari e l'idea della biblioteca come nuova piazza dell'offerta culturale, un luogo aperto, dove ci sono i libri ma anche la musica, internet, il cinema, la sezioni ragazzi, gli eventi, con un'affluenza che ha raggiunto il milione e mezzo di presenze nel 2005. Certo, da sempre le biblioteche sono quei luoghi classici dove i giovani con la scusa di studiare si incontrano. Oggi, però, e questa è la differenza, in biblioteca vengono tutti: dal bambino alla casalinga, dallo studente al pensionato, e ognuno esce con un libro. Questo sì che è un successo». GRANBRETAGNA Sono 4610 le biblioteche pubbliche, il 60 della gente ha una tessera. La più grande è la British Library di Londra con 150 milioni di libri, visitata da 16 mila persone al giorno FRANCIA Tremila le biblioteche municipali. Nelle collezioni 94 milioni di stampati, 7 min di documenti audio, 1,1 min video. Biblioteca nazionale: sette sedi, 4 a Parigi, 3 in provincia GERMANIA Ventimila biblioteche, di cui 5mila pubbliche. Altre sono autonome, oppure legate ai poteri locali, università, scuole superiori, grandi aziende. L'utenza media è di circa il 30 della popolazione
Dossier: Biblioteche, la grande crisi meno libri e fondi tagliati
Le biblioteche italiane sono in crisi, con il 70% delle istituzioni che hanno subito tagli radicali negli ultimi 5 anni. Ciò ha portato a un calo significativo di presenze e prestiti di libri. Gli stanziamenti per i beni archivistici e librari sono scesi drasticamente, mentre la voce "diffusione del libro" è rimasta ferma. La crisi è più grave nel Sud, dove oltre la metà delle istituzioni del Mezzogiorno hanno un patrimonio librario inferiore ai 5mila volumi. Alcune biblioteche, come quelle comunali, stanno invece vincendo grazie alla loro funzionalità, modernità e presenza online.
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