La Fondazione della cultura è vicina al varo. Lunedì consiglio comunale e consiglio provinciale terranno seduta comune in Palazzo Vecchio per approvare lo statuto che ieri ha avuto il via libera della Quinta commissione, presenti gli assessori alla cultura Simone Siliani e alle società partecipate Tea Albini. Oltre alle questioni amministrative, e cioè scopi, limiti e modalità di azione della nuova fondazione che nasce dalle ceneri di Firenze Mostre, sono vicini alla soluzione anche i nodi politici per l'attribuzione delle poltrone. Ai cinque posti del consiglio di amministrazione andranno personaggi di altissima qualificazione come il rappresentante italiano nella Banca centrale europea Lorenzo Bini Smaghi, la soprintendente Cristina Acidini, il manager nel settore immobiliare Jacopo Mazzei, l'editore Sergio Giunti e l'imprenditore Diego Della Valle. Per il ruolo di direttore si parla di Vittorio Bo. Sul nome di Bini Smaghi, 49 anni, patrizio fiorentino imparentato con i Mazzei, dirigente del Tesoro dopo 10 anni in Bankitalia, presidente della Sace dopo Mario Draghi e designato da Berlusconi a far parte del board della Bce, c'è da tempo convergenza tra le forze politiche e anche tra le componenti della Fondazione, cioè Comune, Provincia, Camera di commercio e il gruppo dei privati. Cristina Acidini, direttore dell'Opificio delle Pietre Dure e soprintendente reggente quando Paolucci era ministro, sarebbe la candidata del sindaco. In Palazzo Vecchio ieri pomeriggio nella riunione di maggioranza si sono sentiti anche i nomi della giornalista Sandra Bonsanti e quello (improbabile visto che è candidata al Senato) di Vittoria Franco. Jacopo Mazzei è il punto di riferimento dei privati: amministratore delegato della Fingen (gruppo Fratini) che inaugura oggi con un gruppo inglese l'outlet di Barberino, è il manager che si occupa della riqualificazione del grande immobile che era della Banca Commerciale tra via Strozzi e via Tornabuoni. E' figlio di Lapo Mazzei, ex presidente della Cassa di Risparmio. Sergio Giunti è editore e gestisce tra l'altro servizi museali e bookshop. Sul suo ruolo, e su un possibile conflitto di interessi, aveva posto l'indice nei giorni scorsi il consigliere Gabriele Toccafondi di Forza Italia. Ancora qualche interrogativo c'è sul nome di Diego Della Valle, imprenditore della moda e patron della Fiorentina che non avrebbe ricevuto il gradimento di alcune forze imprenditoriali componenti la Camera di Commercio. I privati, comunque, entreranno in un secondo momento nella Fondazione e quindi per le nomine dei loro rappresentanti c'è ancora tempo. Di sicuro si sa che anche al presidente della Camera di Commercio, Luca Mantellassi, piacerebbe far parte del nuovo organismo. L'istituzione che uscirà dai consigli congiunti comunale e provinciale di lunedì sarà composta dai tre soci fondatori: Comune, Provincia e Camera di Commercio che verseranno ciascuno la quota di 2,4 milioni di euro in tre anni. La Camera farà prima: 1,6 milioni quest'anno e 800mila euro nel 2007. Nella Fondazione confluiranno i musei comunali e quelli provinciali che daranno un discreto apporto annuale. Toccherà poi al presidente Bini Smaghi e al consiglio di amministrazione scegliere il direttore generale e un management di grandissimo livello. Per la carica di direttore si parla di Vittorio Bo, figlio di Carlo, già amministratore delegato della Einaudi e inventore a Genova nel 2002 del fortunato Festival della Scienza.