Goffredo Bettini: i fondi per il cantiere si prendano dal gioco Il Maxxi rischia di rimanere a secco. Che vuoi dire cantiere chiuso, operai a casa, ingegneri e geometri impiegati altrove, struttura destinata ad un progressivo e lento deterioramento. Ruggine. È il rischio che secondo i deputati ds Goffredo Bettini e Giovanna Melandri corre il Museo di Arte contemporanea di via Guido Reni, al Flaminio. Un'opera di grande architettura che porta la firma di Zaha Hadid. «La maggioranza deciderà il prossimo 14 marzo se finanziare con 10 milioni il proseguimento dei lavori, ma quei soldi comunque basterebbero solo fino a luglio, chiediamo al ministro Buttiglione di destinare altri 15 milioni di euro, servirebbero a far continuare i lavori per un altro anno». Dove prenderli? I due deputati non hanno dubbi: «Il ministro ricorra agli introiti del lotto, 66 milioni di euro che stanno per essere ripartiti». Si tratta di un cantiere altamente tecnologico (anche ieri sono venuti a visitarlo esperti e studenti). Un eventuale nuovo stop metterebbe a rischio i lavori fatti finora. In base ai dati elencati da Bettini e Melandri, rispettivamente presidente di Musica per Roma ed ex ministro ai Beni culturali, l'attuale avanzamento dei lavori si aggira intorno al 2530. Mancano 40 milioni di euro per completare l'opera e circa 15 milioni per far funzionare il Museo. La storia del Maxxi iniziò nel 1997 quando l'allora ministro ai Beni culturali Walter Veltroni ottenne dalla Difesa la cessione di un'area di tre ettari al quartiere Flaminio compresa tra via Guido Reni, via Masaccio e via Pinturicchio. D'allora si è andati avanti a singhiozzo. Nel biennio 2001-2003, prosciugati i fondi, il cantiere si bloccò. «Non è mai stato a pieno regime - conferma Bettini - in questi anni hanno lavorato 80 operai contro i 150 previsti. È un cazzotto alla ricostruzione del tessuto urbano del Flaminio progettato per diventare l'asse attrezzato della cultura». E Buttiglione? Il ministro ha deluso le aspettative dei due deputati: «I fondi del lotto sono destinati a progetti specifici, mentre per il Maxxi sono previsti quelli per le grandi opere, sono il primo a volere il completamento dei lavori per il Maxxi, tanto è vero che nonostante i tagli della finanziaria, sono riuscito a far stanziare 10 milioni di euro per le urgenze immediate». Che ne pensa di utilizzare i fondi del lotto? «Sono già destinati a progetti specifici - ha risposto Buttiglione - mentre il Maxxi in base a disposizioni che proprio l'onorevole Melandri dovrebbe essere la prima a conoscere, è finanziato come una grande opera ed i capitoli relativi di spesa fanno capo al ministero per le Infrastrutture. È un po' come chiedere al ministero dei Beni culturali di finanziare un'opera meritoria come potrebbe essere quella di un traforo». E la Melandri: « Trovo veramente triste che il ministro si sia pubblicamente lavato le mani del Maxxi, progetto che fin dall'inizio si è basato sulla collaborazione tra ministero delle Infrastrutture e Beni culturali».