MONUMENTI. Dopo la "casa del prefetto", la Provincia di Treviso dismette i gioielli di famiglia Dopo la vendita della «casa del Prefetto», nel centro del capoluogo della Marca, grazie alla quale l'ente pubblico ha incassato 9,3 milioni di euro dall'imprenditore veneziano Vitaliano Rossi, la Provincia di Treviso ha ceduto oggi ad un nuovo soggetto privato un altro dei suoi «gioielli di famiglia», la Villa Freya di Asolo. Con l'apertura delle buste è stata formalmente aggiudicata a Carron Spa, colosso delle costruzioni di San Zenone degli Ezzelini (Treviso), la settecentesca villa appartenuta alla scrittrice inglese Freya Stark, nel cui parco si trovano anche i resti di un teatro di epoca romana. L'importo proposto da Carron è di 2,75 milioni, contro una base d'asta di 1,87. Come previsto dalla legge, il Ministero per i Beni Culturali, la Regione Veneto ed il Comune di Asolo hanno ora 60 giorni di tempo per scegliere se esercitare il diritto di prelazione. Non ha avuto esito, intanto, la decisione assunta lo scorso 22 dicembre dal Consiglio Provinciale di cedere Villa Albrizzi Franchetti, a Preganziol (Treviso), immobile anch'esso settecentesco nel cui parco, secondo le cronache dell'epoca, Ugo Foscolo trovò ispirazione per la composizione de «I sepolcri». La gara d'asta, il cui termine era previsto per ieri su un prezzo base di 13,35 milioni, è infatti andata deserta. Contro la vendita del complesso si sono schierati nelle scorse settimane molti esponenti del mondo culturale trevigiano, i quali hanno diffuso un «manifesto» ed avviato una raccolta di firme per impedire che la villa finisca in mano privata. Tra le contestazioni rivolte alla Provincia vi è quella di aver deciso una massiccia dismissione di Villa Franchetti e di altri beni storici per avere i finanziamenti utili a spostare gli uffici nel complesso dell'ex ospedale psichiatrico S. Artemio.