Peschiera. Oggi alle 20.45, al Beato Andrea, vi sarà il secondo incontro pubblico organizzato dal comitato apartitico «Piazza d'Armi», contrario al progetto della realizzazione, nella piazza omonima, di un parcheggio multipiano interrato: il progetto rientra in un piano di riqualificazione dell'area che, per questo motivo, è stata oggetto nei mesi scorsi di uno scavo preventivo condotto dalla Soprintendenza archeologica. Diverse le motivazioni addotte dal comitato a sostegno della propria tesi; tra queste: il vincolo architettonico e ambientale che tutela piazza d'Armi (così come tutta la piazzaforte arilicense) dove sono presenti reperti che testimoniano secoli di storia; la valutazione dei costi che accompagna il progetto preliminare: cinque milioni e 400mila euro per una previsione di 180 posti auto; la possibilità di realizzare altrove, ma sempre in aree adiacenti al centro storico, il parcheggio interrato: la zona esterna a Porta Brescia o quella del campo sportivo, dove si potrebbe usufruire di aree più grandi, quindi più posti auto nel parcheggio, e non vincolate. Sul progetto preliminare del parcheggio è tornato nei giorni scorsi anche il gruppo consiliare Acrilica, che dopo l'interrogazione discussa nell'ultimo consiglio comunale ha scritto all'aministrazione per richiedere copia dei seguenti documenti: «Elaborato grafico del progetto preliminare per la realizzazione del parcheggio; tutti gli atti amministrativi che regolano o autorizzano l'intervento dei privati che pagano gli scavi della Sovrintendenza archeologica di Verona; i nominativi dei soggetti privati che finanziano gli scavi stessi; tutti gli atti amministrativi che autorizzano la Sovrintendenza archeologica ad effettuare gli scavi». Copia della lettera è stata inviata anche al ministero delle Attività culturali, al Comando nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri, alla Soprintendenza archeologica e a quella per i Beni architettonici ed il paesaggio. «Anche dopo l'interrogazione non ci era stato inviato nulla», ha detto Giacomo Tomezzoli, firmatario della lettera per Arilica, «ci aspettiamo che questo nuovo scritto abbia diverso esito». Giuditta Bolognesi