Gli strali dell'Arci sulle nuove piazze L'associazione del presidente Francesco Di Franco, con una lettera alla Soprintendenza per i beni culturali, contesta alcuni dei futuri scenari previsti dal progetto di riqualificazione «Siamo un po' perplessi: l'impressione è che i sondriesi in queste decisioni siano trattati come "sudditi" e non come cittadini di una polis». Esprime diversi dubbi sul progetto di riqualificazione delle piazze del capoluogo il comitato provinciale Arci (associazioni ricreativo culturali italiane) di Sondrio. L'associazione del presidente Francesco Di Franco, con una lettera alla Soprintendenza per i beni culturali, contesta alcuni dei futuri scenari previsti per le piazze Cavour, Garibaldi e Campello, e propone alcuni miglioramenti nonché diversi accorgimenti estetici. La prima osservazione riguarda una decisione che pare imposta dall'alto: «Si tratta di importanti interventi sottolinea Di Franco -, presentati però come designazione di cose già decise a livelli superiori e di cui i sondriesi devono solamente prenderne atto, senza che si sia tenuto un pubblico concorso, senza una preventiva presentazione né pubblico dibattito». Su piazza Cavour l'Arci non ha nulla da obiettare, «perché è da tempo che attendeva una soluzione al suo degrado». Diverse le riflessioni su piazza Garibaldi: «I dubbi maggiori riguardano il futuro del monumento dell'Eroe dei due mondi, prosegue il presidente dell'Arci ribadendo i contenuti della lettera spedita alla Soprintendenza sviluppati grazie alle riflessioni del professor Claudio Ferrari -. Spostare "l'ingombrante" (come viene definito dai progettisti) monumento, quasi perno ideale sul quale ruotano gli storici edifici della piazza come fosse uno di quegli orripilanti nani da giardino da collocare a piacimento e, peggio ancora, ridurre la piazza di robusta pregnanza storica, ribassandola di 45 centimetri, ad una specie di enorme "piazza delle bambole" degna di un parco giochi, vuol dire far soggiacere a puri interessi economico-speculativi quanto ancora resta di dignitoso nella città di Sondrio». Ma anche i progetti proposti per piazza Campello non sembrano incontrare i favori dell'Arci: «Era una delle zone più pittoresche del capoluogo, già impoverita in passato dalla demolizione dell'Oratorio annesso alla Collegiata e soprattutto dalla demolizione della barocca chiesa del Suffragio, sul sedime della quale è stata poi realizzata l'attuale prosaica aiuola. Non contestuale al luogo appare anche il progetto di quel che sembra un abbozzo di viale alberato che viene a troncarsi miseramente ai piedi del campanile». Secondo l'Arci deve essere rivalutata: «Sembra più logico recuperare l'intera piazza per uso sociale: per il mercato, come avviene già, per spettacoli o riunioni. Si potrebbe pure recuperare dai depositi il bel portale centrale barocco della demolita chiesa e collocarlo in un luogo adeguato della piazza in doppia funzione di arredo urbano e memoria storica. Oltretutto uno spazio aperto consentirebbe di visionare la completezza degli edifici storici che insistono sulla piazza, come il rinascimentale palazzo del comune o il settecentesco fianco sud della Collegiata, che ha anche il vantaggio di celare alla vista gli osceni condomini retrostanti, frutto del "rinnovamento" del centro storico anni '60». Anche la Collegiata necessiterebbe di un restyling: «Ed anche urgente. Serve una nuova tinteggiatura in calce: l'attuale, molto deperita, la fa sembrare un enorme scatolone da imballaggio». L'appello dell'Arci è dunque chiaro: «Considerando che Sondrio, a causa della morale deontologica degli operatori, ha già subito negli anni passati gravi sconvolgimenti i cui effetti, sono evidenti tutt'oggi, non pare opportuno proseguire sulla medesima strada».