NOTO - Dopo 16 anni di lavori riapre l'Antico carcere cellulare di Noto, danneggiato dal terremoto del 13 dicembre del 1990. Si sono infatti conclusi i lavori di ristrutturazione dell'edificio che fu realizzato 133 anni fa sulle mura del monastero di san Tommaso Apostolo e conserva intatta la cella in cui fu detenuto per 15 anni, dal 1903 al 1918, Alessandro Serenelli, l'uomo che ferì mortalmente la dodicenne Maria Goretti, poi diventata Santa, nel tentativo di violentarla. Il luogo dove l'uomo scontò parte della sua pena diventa adesso una cappella dedicata proprio alla sua vittima e ospiterà, per concessione del rettore del santuario di Nettuno, il padre passionista Giovanni Alberti, una reliquia di Santa Maria Goretti. Serenelli, secondo alcune ricostruzioni agli atti del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e del vescovado di Noto, fu «un detenuto modello» che «nonostante si fosse macchiato di un delitto così efferato non dimostrava pericolosità alcuna, ma teneva ottima condotta nel comportamento». L'uomo, che doveva scontare 30 di prigione, ricevette uno "conto" di tre anni sulla condanna e quando finì la detenzione entrò in un convento. L'allora dodicenne Maria Goretti fu ferita da Alessandro Serenelli, che voleva violentarla, alle 15.30 del 5 luglio 1902. La giovane fu trasferita dal podere dove viveva nell'ospedale di Nettuno, nel quale prima di morire, il giorno successivo ali' aggressione, perdonò il suo assassino. Il processo di beatificazione della dodicenne cominciò durante il periodo fascista e Maria Goretti fu dichiarata beata da papa Pio XII il 27 aprile del 1947. Il 24 maggio di tre anni dopo fu dichiarata santa. Il carcere che ospitò per 13 anni Alessandro Serenelli è realizzato su due elevazioni, è in grado di ospitare circa 200 detenuti, che saranno ospitate in 100 celle: 13 singole e 87 doppie, tutte dotate di bagno e doccia. Ognuna delle due sezioni che lo compongono ha sale di letture e scolastiche e anche un reparto di radiologia e chinirgia. Alla cerimonia di inaugurazione di lunedì prossimo è prevista la partecipazione del sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Valentino, del direttore del Dap Giovanni Tinebra, del presidente della Commissione Antimafia Roberto Centaro, del ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, e del sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono.