«QUANDO sono entrata in quella grotta e ho trovato tutte quelle corde ammassate ho avuto la sensazione che gli antichi marinai egizi se ne fossero andati da pochi minuti. Tutto era nelle stesse condizioni di come 10 avevano lasciato più di 4.000 anni fa». Per Chiara Zazzaro, giovane archeologa napoletana di appena 27 anni, la scoperta di questo antico magazzino egizio è stata non solo una importante scoperta scientifica, ma anche «un'emozione che è difficile da raccontare». «Quando ho cominciato a rimuovere il diaframma di roccia che mi impediva di entrare nella caverna non mi aspettavo di trovare davanti a me uno spettacolo del genere». Il magazzino in cui era custodito il sartiame delle navi egizie si trovava infatti in una caverna secondaria nascosta da una frana che ostruiva il passaggio. Per poter entrare è stato necessario prima scavare e rimuovere questi frammenti di roccia caduti dal soffitto della caverna. «Le corde erano ammassate in rotoli di circa un metro di altezza. In tutto nella caverna ne abbiamo trovati una sessantina» ha detto Zazzaro.