II Consiglio di Stato ieri ha annullato la prima delle due ordinanze delTar favorevoli ai lavori della bretella Sconcerto del Comune. La Lillo annuncia un secondo ricorso a Roma «Mi batterò perché la strada sia smantellata» La proprietaria esulta: a questo punto non ci speravo più Maria Angela Lillo non nasconde la grande soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato che ha annullato il primo dei due pronunciamenti a favore dei lavori. «Dentro di me l'ho sempre saputo - sostiene la proprietaria di villa Serena - che prima o poi si sarebbe fatta chiarezza, giustamente i giudici hanno capito che c'era qualcosa di illogico in questa vicenda, sono contenta ma soprattutto ritenevo che si dovesse dire che quanto fatto non è stato fatto nel migliore dei modi». E non ha esitazioni, la signora Lillo, nell'andare diritto al suo obiettivo: «Adesso mi batterò per lo smantellamento della strada». E conferma la decisione di presentare ricorso al Consiglio di Stato anche sulla seconda decisione del Tar a favore del Comune, quella recente di febbraio. «E' un'azione che faremo e di gran carriera, perché questa prima nota positiva mi dà il coraggio di procedere». Le "montagne russe" della giustizia amministrativa sul caso di villa Serena non sono finite. Ieri, l'ennesima giravolta. Il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Soprintendenza e oggi si conoscerà il testo del pronunciamento inappellabile di quest'organo. In poche parole, i giudici romani hanno annullato la prima delle due ordinanze del Tar di Parma favorevoli al Comune di Piacenza, e precisamente quella che riguarda il vincolo posto dalla Soprintendenza nel luglio scorso per tutelare lo stradello di fronte all'edificio storico e che il Comune aveva impugnato. VIA Al LAVORI - Quella prima decisione del Tar aveva dato il via libera ai lavori - che sono difatti proseguiti nei mesi successivi per la realizzazione della bretella di collegamento fra la tangenziale sud e via Einaudi davanti alla villa settecentesca. Oggi la decisione avversa a Palazzo Mercanti rimette la bretella in discussione, dice che i lavori dovevano invece fermarsi e riapre uno scenario piuttosto complesso, creando un precedente anche per l'esito finale della faccenda, c'è infatti pendente il secondo ricorso intentato dal Comune contro il vincolo indiretto annunciato a novembre dal soprintendente Luciano Serchia. Insomma, una matassa ingarbugliata, da farsi venir il mal di testa. Solo poche settimane fa il Tar di Parma ha dato nuovamente ragione al Comune di Piacenza, parlando di grave danno alla viabilità urbana se l'opera viaria non fosse stata realizzata e riaffermando le motivazioni già espresse qualche mese prima. E oggi il Comune sembra farsi forza di questo secondo pronunciamento per proseguire nei lavori. Ma fino a quando? GLI AVVOCATI - A Roma ieri era presente per il Comune l'avvocato Elena Vezzulli, accompagnata dal dirigente del settore territorio, Claudio Maccagni, nonché dall'avvocato del Foro romano Enrico Dante. A fianco del Comune si sono costituite con gli avvocati Sgroi e Mazzocco di Roma anche Maria Carla e Giuseppina Lillo, cugine della proprietaria dì villa Serena. A Palazzo Mercanti questa vittoria appare momentanea, perché ottenuta su un provvedimento di tutela poi superato da un altro emesso in novembre dalla Soprintendenza e dopo che il comitato di settore delle Belle Arti - a seguito dell'ispezione di Stefano Rezzi - ha optato per un vincolo indiretto e per misure di mitigazione della bretella. Stupisce anche il ritardo con cui il ministero ha ricorso contro il Comune di Piacenza, nell'ultimo giorno utile, dopo mesi nei quali i lavori sono stati portati avanti. LE CONTROMOSSE - E, in via informale, fra i portabandiera di Palazzo Mercanti non si nasconde lo «sconcerto» per come sono andate le cose a Roma, a strada semi-finita. Ma, par dì capire, i lavori proseguiranno, in virtù del secondo via-libera dato dal Tar al Comune, che già medita una nuova risposta legale. Ieri a Roma non si è invece presentata l'Avvocatura dello Stato, che ha ricorso contro il Comune a difesa della Soprintendenza. Per la proprietà di villa Serena ha presenziato l'avvocato Danilo Biancospino che ha prodotto anche un parere a sostegno dell'annullamento delle decisioni del Tar di Giorgio Cugurra, ordinario di diritto amministrativo a Parma. CHE FARÀ IL COMUNE? - «Con questa decisione del Consiglio di Stato abbiamo cominciato a rimettere le cose in ordine» commenta Biancospino, quelle "cose" che il Tar aveva «scombussolate», E adesso la proprietà di villa Serena sembra decisa a presentare il secondo ricorso al Consiglio di Stato per cancellare tutti gli effetti di quanto deciso dal Tar Parma. «Questa volta saremo noi a chiedere all'Avvocatura dello Stato di seguirci». E' pensabile arrivare allo smantellamento della strada? «Tocca al ministero decidere cosa fare adesso, in astratto potrebbe scegliere di far rispettare il vialetto e il vincolo e di far fare un sottopasso». Staremo a vedere. BALZER - In quanto alla vicenda "Balzer", al tribunale di Piacenza è stato disposto un rinvio al 21 marzo, ieri la coincidenza del doppio appuntamento legale: Balzer davanti al giudice Giovanni Picciau e villa Serena a Roma, davanti al Consiglio di Stato, di fatto impediva la compresenza degli avvocati dell'Avvocatura comunale alle due udienze. Nel caso del Balzer è all'esame la richiesta del vecchio gestore, la società Adhara, di riconsiderare la regolarità della procedura che ha portato alla risoluzione del contratto con il proprietario dei locali, il Comune di Piacenza. patrizia.soffientiniliberta.it
Villa Serena, stavolta vincono le Belle arti
Il Consiglio di Stato ha annullato la prima delle due ordinanze del Tar favorevoli ai lavori della bretella Sconcerto del Comune di Piacenza. La proprietaria di villa Serena, Maria Angela Lillo, è stata soddisfatta della decisione e ha annunciato di presentare un secondo ricorso al Consiglio di Stato per lo smantellamento della strada. Il Comune di Piacenza sembra farsi forza di questa decisione per proseguire nei lavori, ma la proprietà di villa Serena è decisa a presentare il secondo ricorso al Consiglio di Stato. Il ministero potrebbe decidere di far rispettare il vialetto e il vincolo e di far fare un sottopasso.
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