Dopo la decisione del Consiglio di Stato (avversa all'ente) che riguarda un vincolo già rivisto dalla stessa Soprintendenza Il Comune non si ferma: opera mcessarìa per la mlute pubblica Villa Serena, il tribunale non ferma la strada. Il ping-pong legale tra Comune da un lato, Soprintendenza e Maria Angela Lillo dall'altro, rischia di far girare la testa al cittadino comune che si pone anzitutto una semplice domanda, anzi due: verrà completata la bretella? E poi: c'è forse il rischio che se il Comune perdesse non una battaglia ma la guerra legale - ieri per dirne una il Consiglio di Stato non gli è stato favorevole - la strada costata 800mila euro venga smantellata? La prima risposta è "sì". La bretella di congiunzione tra via Einaudi e la tangenziale sud verrà finita quanto prima. Il Comune va avanti con i lavori. «A primavera inoltrata lì ci passeranno le auto» informa Claudio Maccagni, dirigente del settore territorio. La seconda risposta è più sfumata e insidiosa. Ma chi ha mai visto opere pubbliche demolite una volta realizzate?! «Il cantiere è in corso, sarebbe da irresponsabili fermarsi adesso - dichiara risoluto l'assessore Ignazio Brambati (Lavori Pubblici), l'opera è già fatta al novanta per cento». Il rischio di dover un giorno smantellare il già fatto? Per Brambati non è da prendere realisticamente in considerazione. Nessuna ipoteca su cosa succederà tra anni - perché tanto a lungo la vicenda legale potrebbe trascinarsi - in compenso c'è una forte preoccuppazione attuale, rincalza l'esponente dell'esecutivo, sui dati dell'inquinamento urbano e la bretella serve a portare il traffico pesante fuori dalla città, quindi «è necessaria alla salute pubblica dei piacentini», bambini in primis che per i medici sono i più esposti ai rischi di uno smog a livelli stellari. E l'assessore fa pure presente che sono già partiti i lavori sulla rotonda di via Einaudi, mentre la società Galnea va avanti con l'altra rotonda di raccordo alla tangenziale su via Viggioletta. Legittima la posizione di Maria Angela Lilìo, proprietarda della villa settecentesca, che esulta per una prima vittoria in tribunale, punta a raddoppiarla con un secondo ricorso al Consiglio di Stato e spera nel ripristino della situazione ante lavori, tuttavia in Comune la consistenza giuridica di questa prima vittoria appare già archiviata senza conseguenze. Perché il Consiglio di Stato - fanno osservare gli uffici legali di palazzo Mercanti - ha annullato un'ordinanza del Tar che riguarda solo l'avvio di un procedimento di vihqolo diretto sullo stradello della discòrdia, emesso nel luglio scorso, ma in un secondo tempo rivisto e corretto dalla stessa Soprintendenza che, difatti, a novembre notifica l'avvio di una nuova procedura di vincolo indiretto su tutta l'area intorno alla villa. Insomma, siamo ancora, fino a questo momento, nel campo di ordinanze cautelari su provvedimenti provvisori. C'è un particolare non di poco conto, si fa notare: ad oggi non esiste alcun vincolo definitivo emesso dalla Soprintendenza sul circondario di Villa Serena. Quando arriverà, perché prima o poi arriverà, il Comune fa sapere di riservarsi la possibilità di impugnarlo davanti al Tar. Ma non si esclude nel frattempo, in questa prima fase legale fatta sul fumo più che sull'arrosto, di opporsi fino in Cassazione alle decisioni del Consiglio di Stato. Peraltro, non è detto che il Consiglio di Stato insista su una certa linea, come dimostrano i pronunciamenti opposti sulla vicenda Ecozoo che ha occupato le cronache qualche anno fa. Ieri il Comune ha emesso un lungo e articolato comunicato, sottolineando tutte le tappe di questa storia, «rammaricandosi» per il contenzioso e ricordando che il «dedalo» di ricorsi «è iniziato allorché i proprietari di villa Serena hanno obbligato il Comune a difendere davanti al tribunale i propri progetti», progetti già valutati dalla Soprintendenza e a suo tempo e approvati. Mentre la decisione di ieri assunta dal Consiglio di Stato si riferisce ad un atto amministrativo già «superato», essendo mutato nel frattempo l'orientamento della Soprintendenza di Parma. patrizia.soffientiniliberta.it Ecco a cronistoria complicata di villa Serena. 3 MAGGIO 2005 La soprintendente Sabina Ferrari propone il vincolo su villa Serena allargando la tutela dall'edificio settecentesco a cascina e giardino. 26 LUGLIO 2005 Maria Angela Lillo e il marito Ettore, proprietari di villa Serena, presentato ricorso al Tar contro gli espropri effettuati dal Comune in vista dei lavori della bretella, lo perdono. Il Tar sostiene che la distanza di 220 metri della bretella dalla villa è sufficiente e che la Soprintendenza aveva visto per tempo il progetto. 29 LUGLIO 2005 E' già arrivato il nuovo soprintendente Luciano Serchia, che - scoppiato il caso di villa Serena grazie al clamore sollevato da Vittorio Sgarbi - compie una scelta diversa dal predecessore e il 29 luglio annuncia una procedura di vincolo diretto allargata allo stradello di fronte alla villa. Il Comune impugna questo avvio di procedura al Tar di Parma. 20 SETTEMBRE 2005 Il Tar di Parma emette la prima ordinanza favorevole al Comune e da via libera alla bretella (già appaltata) giudicata importante per la comunità piacentina. 29 NOVEMBRE 2005 Nei mesi estivi nasce un caso nazionale su villa Serena e il ministero invia ad agosto l'ispettore Stefano Rezzi. 23 settembre il comitato di settore elabora prescrizioni che prevedono mitigazioni sulla bretella (restringimento e allontanamento dalla villa). Il 29 novembre Luciano Serchia annuncia un nuovo avvio di vincolo dove conferma il vincolo diretto sul complesso, ma senza lo stradello, e pone un vincolo indiretto intorno alla villa. Il Comune impugna anche questo avvio di procedura di fronte al Tar. Nel frattempo il ministero Beni Culturali, nell'ultimo giorno utile, ricorre al Consiglio di Stato contro l'ordinanza del Tar di settembre. 21 FEBBRAIO 2006 II Tar di Parma per la Seconda volta conferma la necessità di proseguire i lavori della bretella e da ragione al Comune. 7 MAR2O 2006 Il Consiglio di Stato Stavolta da ragione al ministero dei Beni Culturali e annulla la prima sentenza del Tar pro-lavorl, quella che riguarda il vincolo di luglio, già superato. . . ; VINCOLI "APERTI" Nessuna delle procedure dì vincolo è ad oggi definitiva, alla Soprintendenza sono però arrivate osservazioni del Comune e di privati sull'ultima proposta di vincolo.