Dopo le festività pasquali tornerà a Siracusa il «Seppellimento di Santa Lucia», capolavoro realizzato da Caravaggio nella seconda metà del 1608. La notizia è stata annunciata ieri, a Palermo, nel corso di una conferenza stampa dell'assessore regionale ai beni culturali, Alessandro Pagano, cui ha partecipato anche la soprintendente di Siracusa Mariella Muti. Il bellissimo dipinto ad olio su tela, che raffigura due scavatori che preparano la tomba della martire siracusana ed incorniciano, nelle possenti muscolature, il corpo inerte della santa, sullo sfondo un coro piangente di ecclesiastici e popolani, è una delle opere italiane più richieste per mostre ed eventi culturali di rilievo. L'ultima tappa in cui l'opera ha rivestito la funzione, ha rilevato ieri Pagano di «testimonial dell'eccezionale patrimonio artistico della Sicilia», è stata il Palazzo Reale di Milano, prima di essere accolto ieri a Palazzo Abatellis, nella capitale siciliana. Qui si fermerà per quattro settimane prima di fare ritorno nella città dove è stato commissionato e realizzato. «A Palermo - spiega la soprintendente Muti - il dipinto sarà sottoposto, dal Centro regionale per il restauro, ad accurate indagini preliminari di tipo diagnostico, che non sarebbe possibile realizzare a Siracusa in quanto si tratta di apparecchiature fisse, non trasportabili. Successivamente, il capolavoro caravaggesco tornerà nella sua città». «Il Seppellimento di Santa Lucia» rientra, dunque, nella sua città dove sarà esposto nel salone al piano terra dell'ex Museo archeologico a Piazza Duomo. Il locale, fruibile al pubblico, è in questi giorni oggetto di particolari attenzioni da parte dell'ente di tutela che sta curando ogni particolare per prepararsi a custodire al meglio l'eccezionale opera d'arte. La Soprintendenza sta approntando un idoneo sistema di climatizzazione e di luci per valorizzare il celebre dipinto caravaggesco, il quale, in precedenza, era conservato al Museo Bellomo in fase di restauro. «Il dipinto - sottolinea la Muti - sarà esposto al pubblico che avrà anche la possibilità di assistere alle fasi di revisione del restauro». L'opera, infatti, dopo essere stata sottoposta a Palermo alle indagini preliminari, che non comprendono «prelievi invasivi» in quanto la pellicola pittorica non viene per nulla intaccata, sarà oggetto di un intervento che viene definito di «revisione» e non di restauro vero e proprio in quanto sono previsti solo lievi e mirati "ritocchi" sulla superficie, al fine di esaltarne le caratteristiche cromatiche originarie.