DELUSIONE, amarezza, ma anche rassegnazione. Sono i sentimenti degli intellettuali siciliani alla notizia che la villa liberty dei Basile, destinata a ospitare il museo della Fotografia, è stata ceduta dalla Regione a una fondazione privata per farne sede di rappresentanza. Tra loro ci sono molti degli stessi intellettuali che due anni fa firmarono l'appello guidato dall'editore Enzo Sellerio, per scongiurare il trasferimento della Fototeca regionale dal villino Favaloro alla sede di piazza Sturzo. E che oggi restano increduli davanti all'ennesima beffa di una promessa non mantenuta. Tra i primi a difendere a spada tratta il progetto del museo della Fotografia c'è l'architetto Roberto Collovà: «È grave il modo in cui certe decisioni vengono prese e poi archiviate, come se dietro non ci fosse un pensiero guida, come se la città fosse assente». Bernardo Tortorici, presidente dell'associazione Dimore storiche siciliane, annuncia deciso: «Chiederò all'assessore Pagano di ripensa re alla sua decisione. Perché viviamo spesso situazioni in cui patrimoni artistici sono orfani di una sede e i contenitori culturali restano vuoti. E invece il villino Favaloro rappresenta un raro esempio di dimora storica già destinata a accogliere un patrimonio museale. Cederlo in cambio di un progetto fumoso sarebbe un'occasione sprecata». Ricc ardo Agnello, invece, guida la sezione palermitana del Fondo per l'ambiente italiano: «Quella villa liberty è patrimonio dei siciliani. Credo che l'assessore Pagano dovrebbe spiegare alla città la futura destinazione di questo monumento». È «stupito e amareggiato» anche Vincenzo Scuderi, anima di Salvare Palermo, mentre l'architetto Teresa Cannarozzo si dice «contraria a iniziative così poco trasparenti». «Questa è un'operazione di cui restano oscure le finalità culturali sottolinea lo storico Rosario La Duca, che preoccupato per il suo ricchissimo archivio fotografico e documentario, ha già dato disposizione testamentaria per affidarli alla facoltà TeologicaMi chiedo che fine farà l'istituendo museo della Fotografia e se non c'era un altro immobile da dare a questa fondazione, invece di annullare il progetto del museo». Il principe Francesco Alliata, pioniere della produzione cinematografica siciliana, dice: «Sono molto amareggiato. Assistiamo al progressivo degrado culturale della nostra terra, che non rispetta la tradizioni e distrugge il suo passato». Il fotografo Giuseppe Leone, dal canto suo, è rassegnato, ma anche preoccupato per il fu turo degli archivi fotografici. «Qui in Sicilia si stanno sperperando i grandi archivi, per i quali manca qualsiasi punto di riferimento. Nessuno fa nulla per salvare la documentazione fotografica che rappresenta la storia della nostra isola». Ha un'idea diversa la pronipote di Ernesto Basile Livia Titi Basile,il cui nonno, Roberto ha donato alla Facoltà di architettura i di segni dei due architetti: «Sono stanca di vedere monumenti malconci. Il villino Favaloro versa in condizioni pietose, la Regione non è riuscito a tutelarlo. E allora non potrò che gioire se grazie a dei privati, non finirà incendiato e sarà completamente recuperato». Anche Ettore Sessa, docente di Storia dell'architettura, presso la facoltà palermitana, e curatore DELLA dotazione Basile della facoltà di Architettura di Palermo, la considera un'opportunità, a fronte dell'abbandono attuale:«Se questa iniziativa servirà a restituire alla città il villino Favaloro restaurato, ben venga al lora una fondazione privata. Ma purché ne venga garantito un recupero attento, e sia restituito alla fruibilità. E' importante che nasca un museo della Fotografia, ma credo che la sede del villino Favaloro, per le sue specificità architettoniche, non sia ideale per il museo della Fotografia». «Peccatochiosa invece, Guido Meli, direttore del centro regionale del Restauro il villino era un pezzo della Palermo liberty che poteva entrare in un circuito unico aperto al pubblico, insieme al villino Florio, la palazzina di via Siracusa e villa Igiea».
SICILIA: Storici, architetti e docenti universitari sorpresi dalla decisione della Regione: "Ripensateci". Esplode la rivolta degli intellettuali "Non svendete il nostro patrimonio"
La villa liberty dei Basile, destinata a ospitare il museo della Fotografia, è stata ceduta dalla Regione a una fondazione privata. Gli intellettuali siciliani sono stati colpiti dalla notizia e molti di loro hanno espresso la loro amarezza e rassegnazione. L'architetto Roberto Collovà ha difeso a spada tratta il progetto del museo della Fotografia, mentre Bernardo Tortorici ha annunciato di chiedere all'assessore Pagano di ripensare la sua decisione. Altri hanno espresso la loro preoccupazione per il futuro degli archivi fotografici e del patrimonio culturale della Sicilia. La villa liberty è considerata un patrimonio dei siciliani e molti hanno espresso la loro disapprovazione per la cessione del villino a una fondazione privata.
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