Quattro gruppi antimafia chiedono la dimora, il cui recupero costa 7 milioni. Enea: "Pagate voi" IL COMUNE ritiene di aver trovato una brillante soluzione per restituire alla città il più sontuoso (e degradato) bene confiscato alla mafia, Villa Pantelleria. Ecco l'idea, che porta la firma dell'assessore Pippo Enea: far pagare la mega-ristrutturazione, si parla di sette milioni di euro, alle associazioni antimafia che in quella struttura dovrebbero istituire un Centro per la legalità. L'idea è stata comunicata ieri, con tanto di lettera raccomandata, al Centro Impastato, alle fondazioni Costa, Terranova e La Torre. Per essere più precisi, l'idea del Comune prevede pure che le associazioni si facciano carico dell'ipoteca che grava sulla villa. Un altro milione e mezzo di euro. La proposta dell'assessore Enea è suonata come l'ultima beffa per l'antimafia. Ed è scoppiata la polemica. «Avevamo predisposto un progetto molto articolato per realizzare il Centro per la legalità», ricorda Michele Costa, ex assessore della giunta Cammarata e animatore della fondazione intitolata al padre, il procuratore di Palermo assassinato nell'agosto 1980: «Dopo le mie dimissioni, tutto si è fermato». È rimasta la lettera con cui l'Agenzia del Demanio assegnava Villa Pantelleria al Comune, per l'istituzione di uno spazio della memoria. La lettera risale al 2003. Nel progetto sostenuto da Michele Costa c'era l'ipotesi di ricorrere a finanziamenti nazionali ed europei per restituire la villa e il suo splendido parco alla città. Ma quel progetto è stato dimenticato, e il funzionario del settore Patrimonio, che stava anche preparando un regolamento per l'assegnazione trasparente dei beni confiscati, è stato trasferito. Neanche a dirlo, il Comune non ha ancora quel regolamento. Anche Umberto Santino polemizza con l'ultima idea di Palazzo delle Aquile:«II Centro Impastato è il primo centro studi sulla mafia sorto in Italia, essendo attivo da 29 anni. È totalmente autofinanziato, poiché non si è voluto fino a oggi emanare norme che fissino criteri oggettivi per l'erogazione del denaro pubblico, né a livello comunale né a livello regionale». Santino precisa: «II Centro non ha i mezzi per affrontare le spese per Villa Pantelleria, che dovrebbero inogni caso gravare sul Comune, se fosse realmente interessato a realizzare l'iniziativa». Nei mesi scorsi l'amministrazione Cammarata aveva assegnato una parte della villa all'associazione "Teatri della libertà", guidata da Lollo Franco, per un progetto con gli ex detenuti del carcere di Pagliarelli. Ma un gruppo di residenti ha presentato ricorso al Tar perché blocchi quel provvedimento. Duecento persone ricordano ai giudici che l'Agenzia del Demanio aveva concesso al Comune quell'edificio confiscato con uno scopo ben preciso: il Centro della legalità, con annessa biblioteca e parco aperto alla città. L'ultima novità è la lettera dell'assessore Enea, che vuole sapere dalle associazioni se siano ancora interessate alla villa. Naturalmente facendosi carico della ristrutturazione e dell'ipoteca. «Ma le associazioni non avevano chiesto proprio nulla ribadisce Michele Costa era il Comune che aveva avviato un progetto per fare di Villa Pantelleria un luogo della cultura e della memoria. Ma, evidentemente, il Comune l'ha dimenticato». s.p.