La decisione dell'assessorato regionale ai Beni culturali di destinare il Villino Favaloro a sede di una fondazione privata anziché , come previsto precedentemente, a museo e archivio della fotografia, rappresenta l'ennesima occasione perduta di questa città in termini di politica museale e di cultura della Iconservazione del patrimonio storico. In un sol I colpo viene stracciato il patto tra le istituzioni e la Cultura cittadina che, mobilitata da Enzo Sellerio, due anni fa aveva convinto l'allora assessore Fabio Granata ad annullare l'ipotesi di destinare la palazzina di Giovan Battista Filippo Basile a sede di Irappresentanza regionale. Viene rimandato nel limbo futuribile delle(improbabili) buone intenzioni la realizzazione di una struttura culturale.