LA BATTAGLIA DEI BENI CULTURALI L'EX GOVERNATORE DIFENDE IL DIRIGENTE: BRAVO ANCHE SE DI SINISTRA, NON L'AVREI MAI CACCIATO Soccorso Ghigo per il compagno Vanelli Alberto Vanelli? «Un professionista che ci invidiano in tutta Italia», dice Enzo Ghigo, ex presidente (di Forza Italia) della Regione. Ma è di sinistra... «E allora? Con noi ha lavorato bene. Il sistema culturale piemontese non può perdere una risorsa importante come la sua». E così, il direttore generale dei beni culturali si trova ora in una situazione paradossale: mal digerito dalla nuova classe politica (qualcuno sostiene a causa della decisione di non schierarsi apertamente con il centrosinistra durante l'ultima campagna elettorale), si ritrova oggi nelle vesti di avvocato l'amico-nemico berlusconiano. Che racconta: «Nel 1995 decisi di confermarlo nonostante fosse schierato politicamente a sinistra. Vanelli non ha mai rinnegato il suo credo e io non gli ho mai chiesto di farlo. Ho scelto un professionista». Già, c'è chi dice che una delle cause del confrontoscontro tra Vanelli e l'assessore regionale, Gianni Oliva, sia proprio in questo rapporto di lealtà. Ghigo precisa: «Una lealtà verso l'istituzione regione e non verso di me. Ecco perché mi auguro che dietro queste difficoltà non ci sia un intento punitivo perché saremmo alle comiche». Il capogruppo di Forza Italia si «aspetta segnali concreti che smentiscano questi boatos sulle volontà punitive del centrosinistra». Poi aggiunge: «Se il problema nasce da un difficile rapporto personale e professionale tra il direttore e l'assessore, e di visioni diverse sulla gestione delle politiche culturali, allora Oliva deve trarne le conclusioni anche se non deve dimenticarsi che la legge regionale numero 51, che la Cdl approvò in accordo con la sinistra, riconosce la piena autonomia dei direttori generali». Libera scelta, insomma, ma attenzione a non «buttare a mare un patrimonio di esperienza quasi unico in Italia». Ghigo, però, non è il solo a prendere le difese di Vanelli. Esce allo scoperto anche un esponente di primo piano dei Democratici di Sinistra, partito di riferimento tanto di Vanelli che dell'assessore Oliva. Roberto Placido per dieci anni è stato uno degli oppositori delle politiche culturali realizzare dall'ex assessore Giampiero Leo e dunque anche dei progetti seguiti da Vanelli adesso spiega: «E' fuori discussione il fatto che Alberto sia uno dei dirigenti più esperti e preparati e questo lo dico indipendentemente dalla sua appartenzenza politica. Credo che la regione debba utilizzare questa risorsa». Il vicepresidente del Consiglio regionale non entra nel merito del confrontoscontro che ha diviso i due ma spiega che «un eventuale addio di Vanelli, ma anche di molti dirigenti e funzionari non solo dei Beni culturali, sarebbe una perdita per la Regione». Il riferimento è al progetto di riorganizzazione del personale e dei dirigenti che l'assessore al Personale, Daniele Borioli, sta elaborando. Un ridimensionamento ancora lontano a venire - deve essere approvato dal Consiglio regionale - e che per questo avrebbe permesso all'assessore Oliva di trovare una soluzione condivisa sul futuro non solo di Vanelli ma anche degli altri incarichi dell'assessorato. Una soluzione «morbida» che i boataos hanno congelato scatenando, invece, le polemiche politiche.