Olbia. Ultimo appalto, apertura prevista per ottobre 2007 Museo ultimo atto: venti mesi di lavori separano Olbia dall'appuntamento con la storia. A ottobre 2007 la struttura di Peddone sarà pronta per l'esposizione dei reperti archeologici. Appalto da due milioni che il Comune ha affidato una settimana fa per l'acquisto di arredi e vetrine e la copertura del cortile interno, quel che manca nei due piani affacciati sul porto vecchio. Ma il conto alla rovescia potrebbe essere accompagnato da un risvolto amaro: a Peddone rischiano di non arrivare alcuni «pezzi forti» trovati a Olbia agli inizi del Novecento, in trent'anni di scavi, e custoditi a Cagliari nella cittadella dei musei. L'ha annunciato nei giorni scorsi Carlo Tronchetti lasciando la direzione degli uffici del capoluogo, «una decisione presa a Roma», ha spiegato l'archeologo. Il patrimonio. Se così fosse e non ci sarà possibilità d'appello, verso la Gallura non farà rotta, intanto, la collana di pasta di vetro trovata nella tomba di un aristocratico del IV secolo a.C, insieme a uno specchio, pezzi di corredo recuperati tra il 1 938 e il 1939. Stesso destino per le teste di due imperatori romani, Nerone e Traiano: del 60 la prima, del 115 la seconda, rinvenute sotto lo Scolastico, le ex elementari di Corso Umberto. Ugualmente la coppa di zaffirina in celeste-chiaro, scoperta nella necropoli dove era custodita pure l'urna funeraria in marmo di Claudia Calliste, schiava liberata da Atte, concubina di Nerone. Le reazioni. Eppure Rubens D'Oriano non si stupisce. L'archeologo della Sovrintendenza in tempi non sospetti aveva previsto «la non restituzione» dei reperti esposti a Cagliari da molti anni. Una logica dei grandi musei che farà arrivare a Olbia soltanto una copia, non l'originale. D'Oriano ammette: «Nell'immaginario collettivo soprattutto la collana, ha, un enorme valore, è diventata un feticcio, un simbolo, un emblema, ma da un punto di vista scientifico sono di gran lunga più importanti i cocci fenici e greci che, in quanto tali, hanno scarso impatto visivo e mediatico, ma riportano indietro di quattro secoli (al IV e non più all'VIII come si credeva), le testimonianze storielle di Olbia». L'archeologo avvisa: «A dare valore e forza a un museo non sono i pezzi, ma la capacità di far emergere quel percorso complessivo che è il passato, il leit-motiv dell'antichità, un senso profondo delle cose che deve andare oltre la superficie luccicante dei lustrini, la città per raccontarsi non avrà bisogno dei reparti fermi a Cagliari». Da vedere. Olbia potrà comunque fregiarsi delle navi romane, relitti recuperati durante gli scavi del tunnel, «verranno esposti nelle sale non più nel cortile interno», anticipa D'Oriano. Da vedere anche la testa di Ercole in terracotta, un calco romano su un originario greco in bronzo datato IV secolo a.C. Ancora le 130 monete di Traiano.
Olbia. Non è nato ma è già ricco: i pezzi pregiati del museo
Il Museo di Peddone a Olbia sarà pronto per l'apertura prevista per ottobre 2007. L'appalto per l'acquisto di arredi e vetrine e la copertura del cortile interno è stato assegnato al Comune. Tuttavia, alcuni pezzi importanti trovati a Olbia negli inizi del Novecento, come la collana di pasta di vetro e le teste di due imperatori romani, Nerone e Traiano, potrebbero non essere restituiti a Cagliari, dove sono custoditi. L'archeologo Carlo Tronchetti ha annunciato che il patrimonio potrebbe non essere restituito, a causa di una decisione presa a Roma.
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