Quella dell'Orchestra Verdi è un'iniziativa coraggiosa e condivisibile. Chiedere aiuto ai cittadini milanesi è un modo per colmare le lacune di uno Stato che disattende le richieste del mondo della cultura». Ma per il finanziere Francesco Micheli, presidente del Conservatorio, consigliere di amministrazione della Scala e dell' Orchestra Filarmonica scaligera, non basta gridare allo scandalo per i tagli che la Finanziaria ha inflitto al Fondo Unico dello Spettacolo per il 2006. In che senso? «Premetto che sono assolutamente convinto che l'omissione dello Stato nei confronti della cultura musicale sia un peccato mortale e che la gestione dell'Arcus sia troppo "orientata". Contentissimo per quello che riceve Parma, che è la mia città, ma la "par condicio" dovrebbe essere rispettata anche in questo campo. Però credo che, da parte di chi opera nel campo musicale, sia necessario un serio esame di coscienza per riorganizzare il settore». A cosa si riferisce? «C'è troppa confusione. Consideriamo, ad esempio, l'anno mozartiano. In tutte le città italiane è in programma una miriade di manifestazioni e concerti. Va benissimo celebrare un grande compositore, ma questa foresta intricata va sfoltita. Bisogna selezionare gli eventi, evitare le duplicazioni, far girare le produzioni. Solo in questo modo si salva la qualità». A suo parere c'è troppa musica a Milano? «Fare apostolato, diffondere la cultura musicale è un'azione meritevole. Ma dipende da come lo si fa. A Milano manca una visione, una riflessione attenta sul suo ruolo nella politica culturale nazionale e, nel quotidiano, almeno ci vorrebbe un coordinamento tra le istituzioni per dare al pubblico meno sovrapposizioni, e più qualità». Corbani sostiene che sono le fondazioni liriche a drenare la maggior parte delle risorse pubbliche. «È indubbio, i dati parlano da soli. Ritengo che quattordici fondazioni liriche siano troppe, come sono troppi i Conservatori italiani». Il ministro Buttiglione dice che il pubblico della musica "colta" è di nicchia. Cosa ne pensa? «Lo si fa diventare di nicchia se si dimostra insensibilità nei confronti della musica. E pensare che la cultura costerebbe così poco allo Stato, le cifre in questione sono modestissime. Dove ci sono iniziative interessanti, mirate, il pubblico risponde. Penso al ciclo del Conservatorio "Dunque ascoltiamo senza batter ciglia", dedicato ai bambini: sta andando benissimo, eppure abbiamo ricevuto solo un piccolo contributo dall'assessore comunale all'Infanzia Bruno Simini, che si è entusiasmato». Anche il Comune è distratto? «Al Conservatorio non dà una lira. E che il Comune non senta il dovere di sostenere un'istituzione gloriosa della città è altrettanto scandaloso».
Micheli: lo Strato tradisce la cultura. Ma chi fa musica reciti il mea culpa
L'Orchestra Verdi è un'iniziativa che chiede aiuto ai cittadini milanesi per colmare le lacune dello Stato nella cultura musicale. Il finanziere Francesco Micheli, presidente del Conservatorio e dell'Orchestra Filarmonica scaligera, sostiene che la gestione dell'Arcus sia troppo "orientata" e che sia necessario un serio esame di coscienza per riorganizzare il settore. Micheli critica la gestione delle fondazioni liriche e dei Conservatori italiani, affermando che sono troppo numerose e che il pubblico della musica "colta" è di nicchia.
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