Rio de Janeiro, 07:51 Per la seconda volta in appena dieci giorni banditi armati hanno fatto irruzione in un museo di Rio de Janeiro, immobilizzando i guardiani e impadronendosi di preziose opere d'arte prima di dileguarsi senza lasciare tracce, grazie anche alle gravi carenze dei sistemi di sicurezza. La nuova rapina, ai danni del Museo Civico della metropoli carioca, e' stata resa nota da fonti della polizia brasiliana. Il 24 febbraio scorso era stato svaligiato il Museo 'Chacara do Ceu', dal quale i ladri avevano prelevato quadri di Picasso, Monet, Matisse e Dali' scappando poi nelle strade di Rio dove impazzava il Carnevale, che ne aveva in qualche modo 'coperto' la fuga. Questa volta e' toccato al Museo Civico, da dove sono stati asportati manufatti in oro e argento di pregiata fattura del XIX secolo, risalenti all'epoca dell'Impero: "Di incalcolabile valore storico", oltre che artistico e materiale, li ha definiti la direttrice dell'istituzione, Heloisa Queiroz, la quale ha pero' dovuto ammettere che la rapina e' stata notevolmente agevolata dalla mancanza di un impianto di allarme e di videocamere a circuito chiuso. Undici i reperti trafugati, che erano in mostra al primo piano del museo in teche di vetro: tra essi, una sciabola in argento e avorio, un fioretto pure in argento e madreperla nonche' una medaglia in oro dell'Ordine di Cristo. Il valore dei quadri portati via dall'altro museo, uno dei quali sarebbe rimasto daneggiato, e' stato valutato dagli esperti nell'ordine dei 50 milioni di dollari.