I beni culturali, artistici, paesaggistici rappresentano l'attrattiva italiana e l'elemento di punta per la crescita economica e dell'immagine positiva dell'Italia all'estero. Sulla necessita' di investire sui beni culturali e, quindi, sul loro ministero Cgil e Cisl si sono incontrati oggi presso il Complesso monumentale del San Michele a Roma, nel convegno "Beni culturali, una risorsa per la crescita civile, culturale e occupazionale. Quali risorse? Quale politica?". Ricordando come il taglio di 130 milioni di euro al Fus (quando l'opera lirica italiana rappresenta, invece, l'eccellenza italiana in tutto il mondo) sia l'elemento indicativo delle concezioni che questo governo ha dei beni culturali, l'incontro ha voluto fare il punto sulla situazione individuando gli elementi negativi dell'attuale gestione. Risorse troppo scarse (ormai si parla di oltre il 50 di assenza di tali risorse); gonfiamento delle dirigenze (dai quattro sottosegretari del governo Spadolini agli oltre quaranta di oggi) al quale non corrisponde un miglioramento del servizio; aumento della conflittualita' (tra dirigenza ed enti locali, tra potere centrale e periferico): a partire da questi elementi, emerge l'urgenza di semplificare la struttura del ministero e assicurare ai beni culturali almeno l'1 del Pil.
BENI CULTURALI: CGIL E CISL, GRANDE RISORSA PER L'ITALIA NECESSARIO INVESTIRE
I beni culturali, artistici, paesaggistici rappresentano l'attrattiva italiana e l'elemento di punta per la crescita economica e dell'immagine positiva dell'Italia all'estero. Sulla necessita' di investire sui beni culturali e, quindi, sul loro ministero Cgil e Cisl si sono incontrati oggi presso il Complesso monumentale del San Michele a Roma, nel convegno 'Beni culturali, una risorsa per la crescita civile, culturale e occupazionale. Quali risorse? Quale politica?'. Ricordando come il taglio di 130 milioni di euro al Fus (quando l'opera lirica italiana rappresenta, invece, l'eccellenza italiana in tutto il mondo) sia l'elemento indicativo delle concezioni che questo governo ha dei beni culturali, l'incontro ha voluto fare il punto sulla situazione individuando gli elementi negativi dell'attuale gestione. Risorse troppo scarse (ormai si parla di oltre il 50 di assenza di tali risorse); gonfiamento delle dirigenze (dai quattro sottosegretari del governo Spadolini agli oltre quaranta di oggi) al quale non corrisponde un miglioramento del servizio; aumento della conflittualita' (tra dirigenza ed enti locali, tra potere centrale e periferico): a partire da questi elementi, emerge l'urgenza di semplificare la struttura del ministero e assicurare ai beni culturali almeno l'1 del Pil.
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