TUVIXEDDU «Intervenga subito la sovrintendenza» CAGLIARI. «L'esercizio della tutela è una atto nobilissimo e deve essere esercitato», commenta l'archeologa Maria Antonietta Mongiu di fronte «all'ennesimo caso di non controllo e tutela del patrimonio archeologico della città». La studiosa si riferisce all'apertura di un cantiere in viale Sant'Avendrace nel tratto compreso fra i numeri civici 35 e 55 ai piedi del colle di Tuvixeddu, dove sono chiaramente visibili sul costone delle tombe. L'altro ieri Legambiente ha ricordato che in quell'area è presente un mausoleo di epoca romana. L'associazione ambientalista ha sottolineato che è «particolarmente grave che sia stato concesso il nulla osta per consentire una costruzione immediatamente a ridosso dell'area archeologica e non sia stato fatto rispettare il vincolo archeologico». La tutela e protezione «dei nostri beni archeologiciprecisa Mongiu è molto importante perché significa la difesa di quel che siamo. Non è un caso che sia un mandato che ci proviene dai nostri padri costituenti. Ma allora, mi domando, perché le sovrintendenze non esercitano questo loro ruolo?». Secondo l'areheologa, la prima ad aver studiato l'area interessata, il mandato della tutela «ha valore storico importantissimo». Per questo non riesce a capacitarsi di quello che sta capitando. «L'area è vincolata», ribadisce con disarmante stupore, come chi non crede a quel che vede: «Ma allora perché continuano a dare licenze edilizie? Si intervenga. Le sovrintendenze facciano quello che devono fare». Ma la storia di questi giorni parla di un nuovo cantiere a ridosso di una «preziosa zona archeologica». Se «chi dovrebbe tutelare non lo fa, sia la Regione a rivendicare questo diritto-dovere di tutela archeologica. A suo tempo c'è stato un dibattito per dare alla Regione questi poteri, solo Emilio Lussu si era espresso a favore. Ma, stando a quello che sta capitando oggi, aveva ragione». La storia di una città parla anche attraverso i suoi monumenti e i suoi segni di pietra. «Questo habitat spiega Mongiu io l'ho riconosciuto a partire dal Novanta come sito alto medioevale (qui ritroviamo Matera, Capadocia...). In viale Sant'Avendrace vi sono questi mausolei romani su cui, a partire dalla fase bizantina, si rielaborò questa incredibile dimensione di eremi e di strutture abitative e chiesasti-che che a Cagliari sono state usate sino al secondo dopo guerra. Tanto che alcune di queste grotte sono state anche accatastate». Cagliari ha ricchezze valutate dagli addetti ai lavori come uniche. «Sono indignata lamenta Mongiu perché noi ce andiamo attorno al mondo a vedere le cose, mentre le abbiamo sotto casa, ma chi di dovere non le sa tutelare». L'archeologa Mongiu a partire dal Novanta ha registrato tutta la stratificazione: si parte dal fenicio punico sino ad arrivare all'archeologia industriale. Abbiamo una ricchezza immensa, ma a poco a poco ce la stanno mangiando». Tuvixeddu senza pace, n tempo e la colpevole disattenzione fa dimenticare e così arrivano nuove costruzioni. Gli ambientalisti hanno visto e ora denunciato «che il fabbricato che per tanti anni ha celato e protetto questo importante sito archeologico di viale Sant'Avendrace è in corso di demolizione per far posto alla costruzione di un palazzo». Tutti gli addetti ai lavori sanno che la necropoli fenicio punica di Tuvixeddu (dove vi sono ben milleduecento tombe visibili, mentre un centinaio sono state cancellate dalla precedente attività di cava) è la più grande del Mediterraneo. Da qui la richiesta di Legambiente alla Regione per applicare «già da subito quanto previsto nella normativa del piano paesaggistico regionale», ovvero «il divieto di attività edilizie in un raggio di 200 metri da tutte le aree ar-cheologiche».
SARDEGNA: L'archeologa Mongiu: Bloccare la costruzione in via Sant'Avendrace
L'archeologa Maria Antonietta Mongiu ha denunciato la mancanza di controllo e tutela del patrimonio archeologico di Cagliari, in particolare a ridosso dell'area archeologica di Tuvixeddu. La zona è vincolata, ma è stata concesso il nulla osta per una costruzione immediatamente a ridosso dell'area archeologica. Mongiu ha richiesto l'intervento della sovrintendenza e della Regione per proteggere il sito archeologico. L'area di Tuvixeddu contiene ben milleduecento tombe fenicio-puniche e un centinaio di tombe cancellate dalla precedente attività di cava.
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