LA LETTERA «Io ho seguito Verdi e mi sembrava che a teatro funzionasse tutto...» Scrivo per partecipare tutta la mia amarezza e lo sconcerto che provo per il nuovo rogo del Teatro Petruzzelli, questa volta ali-mentato non dalla mano del piromane fantasma ma dalla supponenza ignorante di alcuni politici. Mi riferisco alla «revisione» in corso del progetto esecutivo del teatro e, in particolare, alle critiche avanzate dall'assessore al Mediterraneo Silvia Godelli, evidentemente investita in questo frangente del ruolo di portavoce della Giunta Régionale, specialmente riguardo alla fossa orchestrale, che a suo dire (vedi La Repubblica del 5 Febbraio 2006), con-cordemente con quanto afferma la relazione perditempo degli «esperti» Cova e Reinhold «risulta essere al massimo di 70 metri quadrati e che quindi, offrendo spazio a 50, al massimo 60 orchestrali», non sarebbe «sufficiente in nessun casa per grandi orchestre eo per la rappresenta-zione di un repertorio musicale moderno». E, sempre sull'argomento, la Godelli rincara la dose sentenziando che la fossa orchestrale, cosi come riprogettata, e cioè esattamente com'era in origine, escluderebbe «a priori la possibilità di rappresentare il grande repertorio verdiano» e le opere d'avanguardia. Mi chiederei a questo punto se le innumerevoli rappresentazioni verdiane di cui mi sono inebriato fra il rosso e l'oro del Petruzzelli fossero delle finte, ma il punto non è tanto questo: la tesi della Godelli e dei due esperti non regge a rilievi, oggettivi e non pretestuosi, di tipo tecnico. Innanzitutto la fossa orchestrale del Petruzzelli, riprogettata, ribadi-sco, come in origine, è di 78 e non di 70 metri quadrati e i coefficienti che i manuali tecnici suggeriscono per di-mensionare una fossa per l'orchestra sono di 0,80 -1,30 metri quadrati per strumentista; pertanto, conti alla mano, per un'orchestra di 85 elementi, largamente sufficiente per ogni tipo di rappresentazione, sa-rebbero tecnicamente sufficienti 68 metri quadrati. Il Petruzzelli ha già dunque 10 metri quadrati in più di quelli tecnicamente necessari, esattamente quanti, lo dichiarano Cova e Reinhold in appendice alla loro relazione, ne ha la fossa orchestrale dell'Opera di Parigi, realizzata su progetto di Charles Garnierfra il 1862 e il 1875. Stigmatizzate queste incresciose cadute (diciamo) di stile, intendo co-gliere l'occasione per rammentare che il progetto esecutivo del Teatro Petruzzelli, a disposizione della Di-rezione Régionale per i Béni Cultu-rali sin dal maggio 2005 (quanto tempo perso!) ha raccolto importan-ti consensi e apprezzamenti in ogni dove (Ferrara, Basilea, New York, Barcellona, Parma, ecc), reggendo perfettamente il confronta dialettico, per l'approccio concettuale alla pro-blematica, per la filosofia complessi-va dell'intervento e sicuramente per la parte architettonica, con quel tea-tri recentemente interessati da grandi ricostruzioni, dalla Fenice di Venezia al Grand Teatre du Liceu di Barcellona, o devastazioni, come la Scala di Milano. Si è probabilmente rinunciato, ma non perché il tema fosse stato omes-so, alla tecnologizzazione avanzata di alcuni impianti, e cio sostanzial-mente per un problema di costi. Suggerirei perciò alla Godelli e a chi ella rappresenta di emanciparsi culturalmente facendo propria la convinzione che un progetto archi-tettonico si fa verificare e, se necessa-rio, «rimodulare» da un architetto e che, a proposito della fossa orchestrale, al di là delle argomentazioni tecniche di cui sopra, un architetto serio non le avrebbe mai rappresen-tato l'eventualità di deformarne l'assetto originario, innanzitutto per un problema squisitamente «ar-chitettonico» di spazi, proporzioni, rapporti decorativi e per coerenza con la filosofia dell'intervento e poi, magari, più banalmente, anche per non perdere una fila di posti in pla-tea.
Petruzzelli. Le polemiche sugli spazi dell'orchestra
L'autore scrive una lettera di protesta contro la revisione del progetto esecutivo del Teatro Petruzzelli a Bari, in cui si afferma che alcuni politici, in particolare l'assessore Silvia Godelli, stanno cercando di sabotare il progetto. Godelli ha criticato la fossa orchestrale del teatro, affermando che non sarebbe sufficiente per rappresentare grandi orchestre e opere d'avanguardia. Tuttavia, gli esperti Cova e Reinhold hanno calcolato che la fossa orchestrale ha una superficie di 78 metri quadrati, sufficiente per 85 strumentisti.
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