Gentile direttore, ho letto con molta attenzione l'intervento del ministro della Pubblica istruzione Letizia Moratti pubblicato ieri su Repubblica. Con le sue parole il ministro ha confermato con dovizia di dati e particolari ciò che avevo denunciato qualche giorno prima. Anzi, la lettera del ministro, mi permetto di dirlo, e una toppa peggiore del buco. Nella realizzazione della Grande Brera siamo praticamente al punto di partenza. Al termine della nostra esperienza di governo, nel giugno del 2001, lasciai al mio successore Giuliano Urbani un programma di interventi già approvati e addirittura già finanziati con i proventi del Lotto. Un lungo elenco di progetti pronti a partire. Da allora sono ormai trascorsi cinque anni, un quinquennio caratterizzato dalla paralisi di questo governo in tema di interventi atutela e valorizzazione del nostro patrimonio architettonico e culturale. Gli interventi, che allora erano già pronti per essere eseguiti, viaggiano oggi, tutti, con un ritardo di due o tre anni: basti pensare ai casi dei Grandi Uffizi, a Firenze, e della Galleria dell'Accademia a Venezia. Il progetto della Grande Brera soffre invece di un ritardo maggiore, di quasi cinque anni. Credo addirittura che, dal giugno del 2001, per i lavori ci sia stato anche un piccolo definanziamento. Una riduzione minima di risorse, ma che indica quale sia stata l'attenzione riservata in questi anni da parte del governo Berlusconi a progetti così importanti. I fondi destinati ai Beni culturali sono occasioni d'investimento, non sprechi da tagliare. Che cosa hanno fatto il ministro Urbani prima e il ministro Buttiglione poi ? Dotare l'Italia di grandi infrastrutture culturali dovrebbe essere una grande ambizione del Paese, un obiettivo bi-partisan al di là delle contrapposizioni politiche. Milano è un città dinamica. Deve imboccare la strada della valorizzazione del suo patrimonio architettonico se vuole immaginare uno sviluppo possibile per i prossimi anni. La legislatura è ormai terminata. Le parole del ministro Moratti descrivono un ritardo persino peggiore di quello che avevo denunciato. Mi chiedo se nel suo intervento la Moratti abbia descritto la sofferta tabella di marcia del progetto della Grande Brera come ministro o come candidato a sindaco di Milano. Se lo fa da ministro, correttezza vorrebbe che dicesse la verità. Parlamentare ds, già ministro dei Beni culturali