In vista del sopralluogo della Soprintendenza ai monumenti di martedì prossimo, la chiesa di San Pietro dei Samari, di cui si è purtroppo registrato il crollo parziale del paramento esterno di una parete, continua a suscitare polemiche. Nei giorni scorsi, il Comune ha riunito, con il sindaco Giuseppe Venneri e l'assessore alla cultura Gabriella Casavecchia, rappresentanti della Provincia, della proprietà e di associazioni culturali, assente la Soprintendenza, che ha reso noto d'avere ordinato alla stessa proprietà d'attivare opere di protezione, come una tettoia di policarbonato, e di salvaguardia per evitare il trafugamento del materiale crollato. «Dallo studio analitico del bene è scaturito un dossier che abbiamo consegnato al ministro per i beni culturali, onorevole Rocco Buttiglione, segnalando che il Comune è pronto a recepire ogni disposizione del Ministero, che resta il titolare delle azioni inerenti la struttura, al fine di giungere al suo recupero», commenta la professoressa Casavecchia, sottolineando l'esigenza della fruizione pubblica della chiesetta. Marcello Seclì, presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra, sostiene, però, che «anche la pazienza di San Pietro può avere un limite». Contesta che, ad oltre un mese dal crollo e venti giorni dall'ordinanza, non si vede neppure un puntello; che il Comune non ha proposto un protocollo d'intesa con la proprietà e disposto risorse economiche per i primi interventi, come ha fatto la Provincia; infine, che il comunicato del Comune, riportato integralmente sul sito internet, non evidenzia «alcun eventuale impegno assunto dall'illustre concittadino onorevole Buttiglione, magari prima della fine del mandato di governo».