Dal monumento ai Caduti scompare il simbolo del regime. La Cdl presenta una denuncia ai carabinieri «Non siamo nostalgici, ma non si può cancellare la storia» Il fascio littorio «scompare» e parte una denuncia ai carabinieri. C'è odore di censura per ragioni politiche attorno alla vicenda che sta tenendo banco a Corsano. O almeno così ipotizza l'opposizione di centrodestra. Siamo nella piazzetta dedicata ai Caduti, dove si erge una stele con un'epigrafe in marmo, costruita per commemorare le vittime del conflitto del 1915-1918, la prima guerra mondiale. Il monumento, commissionato durante il periodo fascista (intorno al 1923), recava al centro della lapide il simbolo del fascio littorio, con la scure rivolta a destra. Ma oggi l'emblema del Ventennio mussoliniano non c'è più. Il che ha scatenato le ire dei consiglieri di opposizione, guidati dall'ex sindaco Biagio Caracciolo, di Alleanza nazionale, i quali si sono accorti che era stato coperto e sostituito dallo stemma civico. Apriti cielo. Così è partita una denuncia contro ignoti, consegnata giovedì scorso nelle mani dei carabinieri della locale caserma, diretta dal maresciallo Francesco Leone. L'iniziativa di nostalgici del regime? «Assolutamente no - giurano i consiglieri del centrodestra - qui si tratta solo di alzare la voce contro il deturpamento di un monumento che, seppur con quel simbolo, era testimonianza di una precisa epoca storica. Se poi nel 2006 - tuonano - c'è ancora qualcuno che ha paura di certi simboli, allora c'è da riflettere. Quell'immagine c'è sempre stata, e per sostituirla è intervenuta una precisa volontà, visto che è stata eseguita alla perfezione un'opera pittorica». Osservando da vicino si nota che il cerchio in cui era racchiuso il fascio littorio, scolpito nel marmo è stato stuccato, mentre sopra è stata dipinta una decorazione in finto marmo per intonarla al resto della lastra. Lo stemma civico è stato poi aggiunto con uno spray nero. I maligni sostengono che il ritocco, a scopo censorio, sia stato suggerito da qualche esponente dell'amministrazione di centrosinistra che mal tollerava la presenza del simbolo fascista. Della questione è stata interessata anche la Soprintendenza ai beni culturali. «L'atto commesso è grave - puntualizzano i consiglieri di minoranza - è stato violato l'articolo 169 del Codice Urbani sui beni culturali, che recita: "Chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere su beni culturali, è punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da 775 a 38.734,50 euro». Ora ci aspettiamo che qualcuno intervenga e dia delle risposte».
CORSANO. Censurato il fascio littorio
In piazzetta ai Caduti di Corsano, il simbolo del fascio littorio scompare. I consiglieri di Alleanza nazionale presentano una denuncia ai carabinieri per il ritocco del monumento. Il simbolo del fascio littorio era stato coperto e sostituito dallo stemma civico. La Soprintendenza ai beni culturali è stata interessata alla questione. I consiglieri di minoranza sostengono che l'atto commesso sia grave e violi l'articolo 169 del Codice Urbani sui beni culturali. La denuncia è stata consegnata ai carabinieri della caserma locale. I consiglieri di Alleanza nazionale sostengono che il ritocco sia stato suggerito da esponenti dell'amministrazione di centrosinistra.
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