Uno dei quattro quadri rubati la settimana scorsa in dal museo Chacara do Ceù di Rio de Janeiro sarebbe stato messo all'asta su Internet per 13 milioni di dollari. Lo rivela la polizia brasiliana. Il «Giardino del Lussemburgo» di Henri Matisse sarebbe stato segnalato in un sito russo. L'Interpol è stata allertata, anche se la polizia brasiliana ritiene che il Matisse come gli altri quadri di Picasso, Monet e Dalì, sia ancora in Brasile. Inoltre, La «Marina» di Claude Monet, sarebbe rimasto danneggiato durante il furto. Verità o fantasie? È assai improbabile che si cerchi di vender su Internet un quadro di grande notorietà rubato. Fino ad oggi, semmai, sono state le forze dell'ordine a pubblicare in Internet le opere rubate per mettere in guardia possibili compratori. In Rete potrebbero invece circolare dei falsari. Un romanzo che mischia fiction e possibile realtà uscito in questi giorni dovrebbe mettere in guardia i possibili acquirenti. «Il ladro del sorriso» del giornalista argentino Martin Caparròs (Ponte alle Grazie, pp. 392 14) racconta la storia di un avventuriero sudamericano che, dopo aver incontrato un falsario francese e un operaio italiano che lavora al Louvre, decide di rubare la «Gioconda». Il piano è questo: il falsario prepara sei copie del capolavoro di Leonardo che l'avventuriero Valfierno porta in America. Qui attende che i giornali diano la notizia dell'avvenuto furto, consegna le sei copie finte come se fossero l'autentica a sei differenti collezionisti precedentemente contattati e poi sparisce. Il colpo avviene lunedì 22 agosto del 1911 per la mano dell'operaio italiano Peruggia, che, ironia della sorte, resta con l'originale in mano, unica tela che non si riesce a piazzare.