Caro direttore, nell'articolo "Va rilanciato il Progetto Grande Brera", pubblicato su "Repubblica" del primo marzo, l'on. Giovanna Melandri lamenta il ritardo del governo nella realizzazione di tale progetto. Il Progetto della Grande Brera è oggi in realtà in avanzata fase di realizzazione proprio grazie a una precisa volontà del governo Berlusconi. Dal 2001 il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca è infatti impegnato con il ministero per i Beni e le Attività Culturali in un progetto per la valorizzazione di questa storica istituzione, risolvendo anzitutto la storica controversia tra Accademia e Pinacoteca per gli spazi di Brera, che durava dal 1882. L'attuazione è ovviamente legata ai necessari tempi tecnici e burocratici. Il finanziamento per l'acquisizione della nuova sede, pari a due milioni di euro l'anno, è stato assegnato dal Miur all'Accademia nel 2004. E' attualmente in corso la gara per l'acquisizione della nuova sede di 14.000 metri quadrati, nella quale l'Accademia potrà espandersi collocando i corsi sui nuovi linguaggi artistici. Il ministero dei Beni culturali, da parte sua, ha ceduto all'Accademia Palazzo Citterio, che verrà consegnato appena ultimato il restauro, nel quale saranno ospitati parte dei corsi della tradizione, pittura e scultura. Nel Palazzo Brera rimarranno le antiche aule restaurate, mentre la Pinacoteca potrà espandersi, nel rispetto dello spirito originario legato al rapporto tra arte e scuola. Uno specifico cenno vorrei fare sui nuovi corsi legati al mondo del lavoro e delle professioni, dallo spettacolo al design, dal restauro alla grafica, sino alla moda. Essi troveranno una collocazione più adeguata in spazi e strutture idonee a contenere le necessarie attrezzature richieste dal recente sviluppo di nuove tecnologie e dalla multimedialità. I nuovi spazi risolveranno anche i problemi legati alla frequenza degli studenti, ora costretti spesso a doppi turni, alle residenze dei fuorisede, alla mensa e agli spazi per la ricerca e la produzione. Lo spostamento e l'ampliamento dell'Accademia, con studi, laboratori, auditorium, biblioteca, videoteca, residence, ricreerà quel felice connubio tra museo e scuola che già Maria Teresa d'Austria intuì nel 1776, anno di fondazione, rapportato alle nuove discipline e alle professioni emergenti, consentendo di dare anche una giusta collocazione al prezioso e immenso patrimonio artistico.