Gli esterni non sono molto principeschi. C'è un abbandono, nella piazza che precede l'ingresso a Palazzo del Principe, che lascia male. Spazio urbano che, come è noto, è stato avvilito per anni dal cantiere per i lavori del metrò. La superficie oggi è libera da ogni palizzata, ma perdura un disordine impressionante, connotando una piazza senza identità, immersa in un traffico stringente. Ma dove dovrebbe esserci un cenno di arredo urbano gradevole che accompagna il turista verso Stazione dei Mille, c'è una bruttura continua. Intanto le aiuole: ritagli triangolari nella distesa di cemento. Sono nidi di erbacce, piccole discariche persino di segnali stradali rotti, pezzi di cavalietti, utilizzati a suo tempo e mai più rimossi. Poco più in là sulle antiche mura della città -parte delle stesse che oggi affiorano in corso Dogali, a suo tempo emerse durante gli scavi per il metrò e che la Soprintendenza Archeologica ha chiesto e ottenuto di lasciare in vista - è cresciuta in libertà ogni tipo di vegetazione, e la spazzatura non manca mai. Vicino due baracche, una per un bar, l'altra per un'edicola che non c'è più da tempo. Il rondò ha richiesto un numero spropositato di "tognolini", ma non si capisce che cosa abbia sollecitato la collocazione nella stessa piazza di almeno cinque tipologie di lampioni: uno antico, uno moderno, uno post moderno, uno modernissimo, fogge a lanterna, a palle, a becco d'oca. E anche alcuni pali dove il lume è stato decapitato. Nella piazza panchine da una parte e alberelli dall'altra e questa è tuttavia una contraddizione che si può anche perdonare. Il resto è solo colpevole degrado. A Tursi si garantisce che c'è un ulteriore progetto di sistemazione dell'area, alla fine del quale dovrebbe ritornare quella statua di Giulio Monteverde dedicata a De Ferrari Galliera che giace in qualche deposito comunale si dice non in ottime condizioni, "Grandi Stazioni" potrebbe aprire un ingresso principale proprio davanti al metrò per facilitare soprattutto i passeggeri che devono imbarcarsi. Ma si tratta di un'opera che non partirà prima di due anni e nel frattempo la piazza vivrà una stagione nefasta. Nell'immediato, a Palazzo del Principe si chiedono che figura faremo davanti ai numerosi "garden" che da mezza Europa hanno prenotato una visita al giardino rinascimentale del Principe, in occasione di Euroflora. Almeno le aiuole, finché si è in tempo.