ROMA Restauratori doc. A fornire la patente di professionista abilitato a metter mano a dipinti, sculture e tessuti di pregio sarà l'iscrizione in un apposito elenco, il cui controllo sarà affidato al ministero dei Beni culturali. La novità, che vorrebbe porre fine all'attuale confusione del sistema, è contenuta nel decreto correttivo del Codice dei beni culturali, approvato in via definitiva giovedì dal Consiglio dei ministri. Oggi l'accesso alla professione di restauratore non conosce particolari vincoli. Possono aspirarvi tutti: da chi frequenta i corsi quadriennali presso l'Istituto centrale del restauro di Roma o presso l'Opificio delle pietre dure di Firenze, a chi esce dai corsi organizzati a livello regionale o ancora a chi inizia come apprendista. Il futuro elenco servirà, invece, da sbarramento. Sarà aperto solo a chi avrà una formazione ad hoc, che sarà definita da decreti predisposti dal ministero dell'Istruzione di concerto con quello dei Beni culturali. L'insegnamento del restauro potrà essere impartito nelle scuole di alta formazione e studio, in centri anche interregionali e in altre strutture pubbliche o private, purché accreditate presso lo Stato. Il decreto correttivo del Codice disciplina, inoltre, la fase transitoria verso il nuovo elenco. Potranno accedervi: coloro che conseguiranno il diploma presso una scuola di restauro statale (purché risultino iscritti dal 1 maggio 2004); chi, prima del 16 dicembre 2001, abbia conseguito un diploma presso una scuola di restauro statale o regionale di durata non inferiore a due anni e abbia svolto l'attività di restauratore per un almeno un biennio e i lavori di restauro risultino "certificati" dal committente; chi, sempre prima del 16 dicembre 2001, abbia svolto per almeno otto anni attività di restauratore "certificata". Al di fuori di questi casi, tutti gli altri che lavorano come restauratori o aspirano a farlo potranno, nella prima fase, accedere all'elenco solo dopo il superamento di una prova di idoneità, le cui modalità saranno stabilite, entro la fine di ottobre prossimo, con un decreto del ministero dei Beni culturali. All'esame di idoneità potranno partecipare: coloro che, prima del 16 dicembre 2001, avevano già lavorato come restauratori da almeno quattro anni; chi consegue, entro quest'anno, un diploma di restauro presso le accademie di belle arti con insegnamento almeno triennale o presso una scuola di restauro statale o regionale almeno biennale; infine, chi raggiunge un diploma di laurea specialistica in conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico, purché iscritto ai corsi prima del