L'estate è alle porte, cometutti gli anni. Anche per il personale per i beni culturali. Solo che quest'anno sono programmati corsi di riqualificazione per la vigilanza, amministrativi e tecnici. Il che aggraverà la già difficile situazione del Polo museale fiorentino: alle assenze perferie si aggiungeranno quelle per i corsi. Nelle sale dei musei comandati da Antonio Paolucci, dove capita di trovare stanze chiuse agli Uffizi,«siamo sotto di 120 persone», calcola Enzo Feliciani della Uil. Si rischiano vuoti clamorosi. E nel museo che espone Giotto, Botticelli, Leonardo e Michelangelo «la carenza di custodi è ormai endemica», commenta la direttrice Anna Maria Petrioli Tofani. La stima comprende i precari,in forze fino al 31 dicembre. Sono circa 400, solo a Firenze, comprendendo la Biblioteca Laurenziana e il Museo archeologico. Il malessere è generalizzato. Il ministro Urbani ha preso tanti impegni, «finora però non si è concretizzato nulla», ricorda il sindacalista. L'articolo 34 della Legge Finanziaria prevede una deroga per assumerli e uno stanziamento nazionale di 220 milioni di euro.Ma su questa somma hanno messo un'opzione la Difesa, la Protezione civile, altre istituzioni. Domani sindacati e Beni culturali ne discutono al Tesoro. Peccato che Urbani abbia vinto ben poco,con Tremoliti dall'altra parte del tavolo. «Se non otterremo cifre significative faremo azioni forti», preannuncia Libero Rossi, segretario nazionale del settore per la Cgil. A suo parere Firenze sconta anche il prezzo di «una cattiva distribuzione del personale». Questo è compito di Paolucci. Che ha un'altra grana: le soprintendenze non hanno i soldi per pagare le competenze ordinarie da gennaio ad aprile, i turni straordinari di Pasqua, Pasquetta e il maggio.Una circolare ha autorizzato a prelevare i fondi da altre soprintendenze, Paolucci ha fatto richiesta al segretariato generale del ministero, la risposta deve ancora arrivare. A complicare le cose, i Poli museali non hanno ancora regolamenti attuali per far funzionare la macchina amministrativa. Quindi la soprintendenza fiorentina deve attingere a una contabilità speciale.«Molti dipendenti, per gli straordinari già fatti, hanno crediti da un anno e mezzo», aggiunge Rossi. In questo quadro Boboli conta tre giardinieri per 30 ettari. Per un confronto: Villa Medici a Roma (è delloStato francese) ha sette persone per sette ettari. Se a ciò si assomma lo stop provocato da una ditta che ha presentato ricorso all'appalto assegnato, la situazione del Giardino monumentale dietro Palazzo Pitti,dal quale piovono pietre, ritrae bene uno scenario parecchio complicato.
Le promesse mancate di Urbani. Pochi custodi, straordinari non pagati
L'estate sta arrivando e il personale per i beni culturali è già sotto pressione. I corsi di riqualificazione per la vigilanza, amministrativi e tecnici sono programmati, ma questo aggraverà la situazione del Polo museale fiorentino, che già soffre di assenze perferie. Il direttore Antonio Paolucci è accusato di non aver risolto il problema della carenza di personale. La stima dei dipendenti è di circa 400 persone a Firenze, tra precari e dipendenti a tempo indeterminato. Il ministro Urbani ha promesso di assumere nuovi dipendenti, ma non si è concretizzato nulla. I sindacati preannunciano azioni forti se non si ottengono cifre significative.
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