A breve incontro tra il sindaco e il soprintendente Nicosia PORTO TORRES. Cresce la preoccupazione, fra gli amministratori comunali, per il permanere del blocco ai lavori del porto dovuto alla scoperta di un antico molo di epoca medievale. Da un mese, infatti, il cantiere della Astaldi è operativo solo in una parte del porto civico mentre i lavori per la realizzazione della grande banchina Dogana-Segni ai piedi della Torre Aragonese segnano il passo. Almeno in quella parte dove è prevista l'eliminazione del vecchio molo del Faro. Nei giorni scorsi il sindaco Luciano Mura aveva inviato una lettera alla Soprintendenza ai beni archeologici delle province di Sassari e Nuoro, chiedendo informazioni sui progetti relativi al reperto storico. Un chiarimento che arriverà nei prossimi giorni, quando il soprintendente Francesco Nicosia incontrerà il sindaco. La prima fase del lavoro è comunque terminata. Gli esperti della Soprintendenza avrebbero completato i rilievi e ora si dovrà decidere come intervenire. Ovviamente tutto è legato all'importanza del ritrovamento ma, teoricamente, possono essere percorse due strade: la prima potrebbe prevedere la demolizione del manufatto e il recupero, in un secondo momento, dei reperti più importanti. Un intervento che avrebbe il vantaggio di essere relativamente rapido. La seconda ipotesi, benché più affascinante dal punto di visto storico-archeologico, potrebbe avere conseguenze deleterie sul porto commerciale che rischierebbe di restare chiuso al traffico anche per la prossima estate. Mettendo in pratica un sistema utilizzato in molte occasioni, la Soprintendenza potrebbe smontare pezzo per pezzo l'intero manufatto e ricostruirlo in un'altra parte della città. Come, negli anni '60, era stato fatto per il tempio egizio di Abu Simbel, che rischiava di finire sotto il livello della acqua del lago Nasser, realizzato con uno sbarramento artificiale sul Nilo. In questo caso, però, solo i lavori di "smontaggio" del molo medievale porterebbero via diversi mesi, obbligando i nuovi supertraghetti a cercare ormeggio nei nuovi banchinamenti dell'antemurale di ponente. Qui, però, può trovare ospitalità una sola nave visto che esiste una banchina da 240 metri, mentre le altre due sono più corte di una cinquantina di metri. Una ipotesi che fa rizzare i capelli in testa al sindaco Luciano Mura e a tutti quegli operatori che con la riapertura del porto civico speravano di far ripartire l'asfittica economia turritana. Un problema che, però, non riguarda solo la città visto che il porto civico serve tutto il territorio e che a causa dei lavori, il volume dei traffici mercantili (merci e passeggeri) continua a stagnare mentre tutti gli scali isolanoi hanno fatto registrare crescite più meno importanti.
Nessuna decisione sul molo medievale
Il sindaco di Nuoro, Luciano Mura, ha incontrato il soprintendente Francesco Nicosia per discutere la scoperta di un antico molo medievale nel porto civico. La preoccupazione è che il blocco ai lavori possa rallentare la riapertura del porto, che è importante per l'economia turritana. La Soprintendenza ha completato i rilievi e ora deve decidere come intervenire. Due ipotesi sono state avanzate: la demolizione del molo e il recupero dei reperti più importanti, o lo smontaggio del molo e la ricostruzione in un'altra parte della città. L'ultima ipotesi potrebbe rallentare la riapertura del porto e causare problemi ai traffici mercantili.
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