2, 23 e 24 aprile: le date che «condannano» l'ecomostro Trenta giorni esatti per il primo botto. Ed è caccia ai «posti in prima fila». Sarà domenica 2 aprile la prima delle tre giornate che segneranno la fine dell'ecomostro di Punta Perotti. «La coincidenza con le elezioni è casuale», fanno sapere dal Comune. I palazzoni di 45 metri «condannati» dalla Cassazione saranno dunque ridotti in macerie non in un colpo solo ma a rate. Scelta, questa, dettata non dalla necessità di sottoporre i costruttori (che ieri già hanno presentato una nuova denuncia in Procura) a una «tortura», ma dal rispetto di alcune nuove disposizioni di legge che limitano il trasporto di esplosivi per misure antiterrorismo. Le prime 150 cariche dì tritolo faranno «cedere» il più grande dei tre edifici realizzati sul lungomare. Le altre due date fissate sono domenica 23 aprile, e il lunedì successivo, il 24, a cavallo del «ponte» della Festa della Liberazione: due giorni in cui il traffico ferroviario è scarso (i binari sono a ridosso della zona dell'esplosione) e si limitano i disagi alla circolazione (tutto il lungomare sarà chiuso al traffico). Il Comune ha fissato ieri il calendario della demolizione del complesso abusivo, che tanti vogliono vedere giù ma che altrettanti preferirebbero lasciare in piedi in attesa di avere conferma di non indebitarsi per i prossimi decenni per risarcire i costruttori. Ma Emiliano ha deciso: «Prima si butta giù tutto, poi si pensa». E ieri mattina, gli assessori all'Urbanistica, Ludovico Abbaticchio, e al contenzioso, Cinzia Capano, al termine del gruppo di lavoro cui hanno partecipato tutte le parti interessate (Enel, Amgas, vigili del fuoco, Trenitalia, Polizia municipale) hanno presentato il calendario dei lavori: non è stata ancora stabilita l'ora «x» in cui si spingerà il bottone, è certo che avverrà in mattinata. Si aspetta ora il via libera del Comitato provinciale per l'Ordine e della sicurezza pubblica, nonché il benestare della Commissione esplosivi di cui fa parte anche il genio militare. E' stata individuata una fascia di sicurezza di 200 metri dalla zona dell'esplosione: non c'è rischio per le abitazioni confinanti, ma il Comune ha annunciato che predisporrà un'ordinanza nella quale saranno elencati una serie di accorgimenti: evitare di affacciarsi al balcone, tenere le finestre aperte e le tapparelle abbassate. «Non c'è rischio - assicurano i tecnici - eccezion fatta per qualche scossa che potrà essere avvertita dopo l'esplosione». L'unica abitazione che verrà evacuata è quella del casellante del passaggio a livello. La tecnica di demolizione avverrà per implosione. E primo edificio che sarà ridotto in poltigna è quello centrale: le cariche verranno piazzate nel cuore dell'immobile ed esploderanno prima delle altre, determinando così prima un abbassamento poi un cedimento verso un lato (centro città) della struttura. A conti fatti l'immobile dovrebbe coricarsi entro un raggio di trenta metri. Resterà in piedi un solo «modulo» dell'edificio centrale che sarà abbattuto insieme a parte del secondo, domenica 23. Lunedì 24, invece, Sarà la volta del palazzo «allineato» (forse quello meno... brutto) dell'impresa Quistelli. Intanto è stata depositata ieri mattina l'ordinanza del Consiglio di Stato con la quale è stata respinta l'istanza di sospensiva della gara richiesta dalla «Demper», l'impresa arrivata terza alla gara di demolizione aggiudicata invece alla «Generalsmontaggi». La ditta, ricordiamo, oltre a una serie di vizi della procedura, aveva denunciato il «collegamento» tra la prima classificata e la seconda, circostanza vietata dal bando. I giudici della quinta sezione di Palazzo Spada hanno in pratica messo una pietra sopra liquidando la decisione in poche righe ma anticipando già la sentenza di merito: secondo il Consiglio di stato, il legame è praticamente insussistente. Anche l'ultima ancora di salvataggio per «strappare» un'ulteriore proroga, è andata così persa. L'assessore Abbaticchio respinge al mittente ogni accusa di manovra elettorale per aver concentrato l'abbattimento nella settimana prima delle elezioni: «Ci sono stati non pochi ostacoli in questi ultimi mesi che ci hanno impedito di procedere prima». Cosa accadrà dopo? «Dal voto - ironizza Abbaticchio - passeremo al vuoto». Chissà se poi un giorno verrà pure colmato.
Trenta giorni al botto
Il Comune di Punta Perotti ha stabilito un calendario per la demolizione dell'ecomostro Trenta giorni, che sarà completata entro il 24 aprile. Le prime 150 cariche d'esplosivo saranno esplose il 2 aprile, seguite da altre due fasi di demolizione il 23 e 24 aprile. Il Comune ha anche stabilito una fascia di sicurezza di 200 metri dalla zona dell'esplosione e ha predisposto un'ordinanza per evitare disagi ai residenti. La demolizione sarà effettuata per implosione e il primo edificio che verrà abbattuto è quello centrale. La Demper, l'impresa che aveva richiesto una proroga, ha avuto la sua richiesta respinta dal Consiglio di Stato.
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