Il recupero e la restituzione alla città di preziose testimonianze del patrimonio archeologico e artistico ravennate è avvenuto grazie alla Fondazione RavennAntica, che nel recente passato ha contribuito al restauro del sito della Domus dei Tappeti di Pietra e all'organizzazione di due mostre importanti mostre incentrate attorno alla Domus del Triclinio, altro monumento cardine della città di Ravenna. Lo stesso vale per i mosaici pavimentali del VI secolo provenienti dalla basilica dedicata a Severo, andata distrutta nel 1821 e finalmente restaurati dopo quarant'anni dalla loro scoperta, avvenuta a metà degli Anni 60. Fino a poco tempo fa, essi erano rimasti "depositati" nell'area cortilizia del Museo Nazionale di Ravenna, lontani dagli occhi del pubblico. Ora, dopo il restauro, saranno esposti nella mostra "Santi, Banchieri, Re", da sabato 4 marzo in San Nicolò. L'attuale intervento di restauro, realizzato a distanza di quasi quarant'anni dal distacco dei lacerti e dalla conseguente loro sistemazione su supporti di cemento armato, costituisce, per rigore metodologico e ricerca scientifica, una solida garanzia per un'accurata e accorta conservazione. L'opera di restauro è stata condotta presso i laboratori di RavennAntica in via Trieste, ed è stata di recente presentata da Elsa Signorino presidente della Fondazione, Paolo Racagni coordinatore scientifico del restauro, Cetty Muscolìno direttore del Museo Nazionale di Ravenna, Cesare Fiori e Mariangela Vandini del Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali dell'Università di Bologna sede di Ravenna, Paola Perpignani titolare di PrP e Marco Santi presidente della Cooperativa Mosaicisti Ravenna, che stanno materialmente realizzando il restauro. Scopo principale dell'intervento è quello di bloccare l'accentuato deperimento dei materiali - confermato dalle analisi scientifiche condotte da Fiori e Vandini, rimuovendo le cause del degrado, frutto in gran parte dell'empirismo con cui si era operato negli anni '60. Il distacco effettuato tra il 1966 e il '67 aveva prodotto la distruzione e perdita di parti significative di tessere e, soprattutto, delle malte di allettamento. A ciò bisogna aggiunto un costante, inesorabile degrado del cemento armato su cui erano allettati i lacerti. L'intervento attuale si è incentrato nella rimozione meccanica dei supporti cementizi, procedendo, dopo la rimozione di questi, sino alla radice delle tessere. Una volta liberate le tessere dal cemento, si è effettuata un'opportuna opera di consolidamento prima di procedere alla ricollocazione dei mosaici su nuovi supporti. Con particolare attenzione è stato affrontato il problema della pulitura, uno dei più delicati e difficili, poiché un'errata pulitura può provocare danni irreparabili. In questo caso si è rinunciato alla rimozione uniforme dello sporco per riportare, in modo critico, le relazioni di equilibrio fra le policromie senza rimuovere la patina del tempo. I lacerti sono infine assemblati su supporti, integrando piccole lacune e "uniture" fra le parti con malta incisa e dipinta a effetto mosaico, restituendo così ai pavimenti unità formale ed organica ed equilibrio estetico. Il risultato sarà sotto gli occhi di tutti a partire da sabato.
Così RavennAntica ha salvato un patrimonio dell'umanità
La Fondazione RavennAntica ha contribuito al restauro del sito della Domus dei Tappeti di Pietra e all'organizzazione di due mostre sulla Domus del Triclinio. I mosaici pavimentali del VI secolo provenienti dalla basilica dedicata a Severo sono stati restaurati dopo quarant'anni dalla loro scoperta. Il restauro è stato condotto presso i laboratori di RavennAntica e ha costituito una solida garanzia per un'accurata conservazione. Lo scopo principale dell'intervento è stato quello di bloccare l'accentuato deperimento dei materiali, rimuovendo le cause del degrado. Il distacco effettuato nel 1966 aveva prodotto la distruzione e perdita di parti significative di tessere e del cemento armato.
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