È una lunga storia scritta nelle pietre che disegnano preziose opere d'arte. Nell'«eternità e nobiltà di materia», come scrisse Vasari parlando delle qualità delle pietre dure, che ora da il titolo ad un volume che ripercorre le vicende dell'Opificio delle Pietre Dure, glorioso museo e laboratorio di restauro fondato da Ferdinando I de'Medici nel 1588.Un centro granducale in cui lavoravano fino a 130 persone, specialisti del mosaico in pietre o «commesso fiorentino», che produsse oggetti mirabili perle maggiori corti europee. Se il passato è glorioso, il presente e il futuro dell'Opificio non sono rassi-curanti, come hanno sottolineato la soprintendente Cristina Acidini e la Annamaria Giusti alla presentazione del volume. «Abbiamo un solo restauratore esperto, e se non ci saranno presto nuove assunzioni, il settore è candidato all'estinzione» ha spiegato Acidini, ricordando gli appelli al ministero dei Beni culturali. Per ora,accanto a Giancarlo Raddi delle Ruote, unico specialista prossimo alla pensione, opera un altro dipendente, insieme a due borsiste di un corso biennale finanziato dall'Ente Cassa. «Se non sarà indetto un concorso, il problema non sarà risolto» aggiunge Giusti.Una emergenza da fronteggiare,che vedra i restauratori impegnati anche in dimostrazioni pubbliche durante la rassegna di Artigianato a Palazzo (a Palazzo Corsini sul Prato, dal 16 al 18 maggio) .Intanto le attività dell'Opificio procedono con prestigiosi interventi internazionali, come i restauri due tavoli del'500 e di una consolle del '700, provenienti da Museo del Prado. Il libro Eternità e nobiltà di materia. Itinerario a-tistico fra le pietre policrome (Polistampa, 18 euro) sarà presentato oggi (ore 17) nella sala del Buonumore del Conservatorio Cherubini in piazzetta delle Belle Arti.
Pietre dure la storia in ul libro
L'Opificio delle Pietre Dure, fondato da Ferdinando I de'Medici nel 1588, è un museo e laboratorio di restauro che ha prodotto oggetti preziosi per le corti europee. Il volume "Eternità e nobiltà di materia" descrive la storia dell'Opificio. Tuttavia, il futuro dell'Opificio è incerto, con solo un restauratore esperto e due borsisti che lavorano. La soprintendente Cristina Acidini ha sottolineato l'importanza di indire un concorso per risolvere il problema. L'Opificio è impegnato in restauri internazionali e presenterà il libro "Eternità e nobiltà di materia" nella sala del Buonumore del Conservatorio Cherubini.
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