Le 11 Fondazioni riunite dall'«Associazione delle Fondazioni delle Casse di Risparmio Piemontesi» dal 2001 al 2004 hanno erogato a favore del Piemonte 438,8 milioni di euro, pari a 16.500 interventi realizzati, per un importo medio di circa 30 mila euro ad intervento. Sono cifre degne di comparire in bilanci di Stato. Basti pensare che l'Unione Europea, nello stesso periodo di tempo, ha stanziato 503,7 milioni di euro a favore del territorio piemontese. E' quanto ha accertato il secondo rapporto dell'«Osservatorio sulle attività delle fondazioni bancarie in Piemonte», curato da Marco Camoletto e presentato ieri da Angelo Picchieri, Presidente Ires Piemonte e da Luca Ricolfi, Direttore dell'«Osservatorio del Nord Ovest», ospiti della Fondazione Crt, presieduta da Andrea Comba. L'Osservatorio ha evidenziato un impegno che classifica le 11 Fondazioni come protagonisti dello sviluppo del Paese. «Rispetto alle 88 fondazioni bancarie italiane - spiega Camoletto - la quota erogata dalle fondazioni piemontesi è pari all' 11 per cento del totale delle risorse erogate a livello nazionale». E' un'azione che spazia dalla sanità all'arte, dall'istruzione alla ricerca e non dimentica l'assistenza, il sostegno allo sviluppo e alla promozione del territorio. L'arte è il settore che ha ricevuto la maggiore attenzione, pari al 34,4 dei milioni erogati. «L'arte - ricorda Picchieri - non è ornamento, ma fonte di sviluppo. Ce lo ricordano le città che divennero centri di scambio solo perché vantavano la presenza di un'icona capace di richiamare pellegrini. Ce lo dimostrano i musei odierni. Non sono beni economici, ma esercitano un richiamo di rilievo, che incide sullo sviluppo economico del territorio che li ospita». Mentre il 18,7 per cento delle risorse erogate è andato a favore dell'istruzione. L'assistenza ha attratto il 14,3 dei fondi disponibili, lo sviluppo del territorio il 13,1 per cento. La sanità ha ricevuto l'11,4 per cento degli importi e la ricerca l'8,2. L'esame degli enti beneficiati in apparenza pone prime in classifica le associazioni senza fini di lucro, ma in realtà dietro tali sigle vi sono sovente emanazioni di enti pubblici locali. Si tratta di un segnale forte, hanno sottolineato i ricercatori dell'Osservatorio. Rivela che «le difficoltà finanziarie nelle quali si dibattono gli enti locali si scaricano sul sistema delle Fondazioni». A questi centri d'interesse Ricolfi ne propone un altro. Riguarda i talenti umani, artefici dello sviluppo. «Perché - spiega - le cifre in nostro possesso confermano che il Piemonte è un'area che spicca per la sua capacità di creare imprese e per la sua domanda di talenti di qualità. Un tempo i benemeriti del talento venivano riconosciuti pubblicamente dalle loro comunità. Poi quest'uso è venuto meno. Ritengo invece che sia giunto il momento di riprendere il discorso e di creare un'agenzia del talento a sostegno della tendenza».