VENEZIA. Venezia città laboratorio, anche per i sistemi di pulizia dei centri storici. L'ha scelta Ipc, azienda italiana che in pochi mesi, grazie alla decisione di portare all'interno di un unico sistema otto diverse imprese, ha conquistato una posizione di leadership sul mercato mondiale della pulizia professionale. Alla guida del progetto, in qualità di presidente ed amministratore delegato, c'è Gianfranco Cianci, un manager che ha ricoperto analoghi incarichi in Deroma, Stefanel, Quaker Chiari Forti, Ittierre. Meno di un anno fa Cianci ha pilotato la nascita di Ipc avvenuta attraverso la cessione del settore cleaning da parte di Interpump group a due fondi, BS private equity ed MCC Sofipa Equity sgr, che oggi detengono l'81 del capitale azionario, con il 17 rimasto ad Interpump ed il resto ai manager. «Avevamo davanti un gruppo di piccole imprese tutte molto affermate nel loro specifico settore ma con ridotte potenzialità di crescita spiega Cianci metterle assieme all'interno di un'unica realtà in grado di raggiungere da subito dimensioni ragguardevoli e di poter quindi guardare a scenari più ampi, ragionare da "grande" azienda, è stato un passaggio obbligato per sviluppare competitività». Il gruppo, nato ufficialmente a maggio dello scorso anno, ha chiuso il 2005 con un fatturato consolidato di 280 milioni di euro ed un migliaio di dipendenti nelle otto aziende concentrate fra Lombardia, Emilia, Calabria e Veneto dove Ipc ( Integrated professional cleaning) ha il suo quartier generale. All'estero Ipc ha sette filiali dirette e realizza oltre l'80 del proprio fatturato, con l'Europa e gli Usa come mercati principali. «La base del nostro successo dice Gianfranco Cianci sta nel know how di ogni singola azienda e nella possibilità di integrarlo e metterlo in rete con quello delle altre. Una copertura a 360 gradi del pianeta pulizie che si avvale anche di un network importante per la distribuzione ed il servizio.» La scelta di Venezia come laboratorio non è certo solo di immagine. La pulizia delle città, ed in particolare dei centri storici più delicati, è un business importante. Meglio partire, quindi, da una città simbolo per la quale sono stati progettati e realizzati una serie di strumenti specifici che non lasciano tracce sul selciato, arrivano a pulire ogni interstizio, non danneggiano muri e monumenti. La prima sperimentazione è stata fatta in una Piazza San Marco appena abbandonata all'invasione del Carnevale, sotto l'occhio vigile del sindaco Massimo Cacciari. «Il problema della pulizia a Venezia osserva Cacciari è particolarmente sentito perché una città come la nostra, delicata nella sua struttura, deve poter contare su interventi altamente specialistici, innovativi e tecnologicamente avanzati». La verifica di macchine e risultati sarà portata avanti in collaborazione con Vesta, la municipalizzata di Venezia, ed il tutto sarà poi proposto in altri centri storici.
Venezia laboratorio mondiale per la pulizia dei monumenti
Venezia è stata scelta come laboratorio per il sistema di pulizia dei centri storici grazie all'azienda italiana Ipc, che ha conquistato una posizione di leadership sul mercato mondiale della pulizia professionale. Il presidente e amministratore delegato di Ipc, Gianfranco Cianci, ha guidato il progetto che ha portato a una nascita di un'unica realtà con otto diverse imprese. Il gruppo ha chiuso il 2005 con un fatturato consolidato di 280 milioni di euro e un migliaio di dipendenti. Ipc ha sette filiali dirette all'estero e realizza oltre l'80 del proprio fatturato. La base del successo di Ipc sta nel know-how di ogni singola azienda e nella possibilità di integrarlo con quello delle altre.
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