Due musei all'Arengario Milano rilancia sull'arte. Dopo i restauri riapre Villa Reale. E l'assessore Zecchi propone un Museo del contemporaneo in una torre dell'Arengario Gli interventi architettonici inaugurati dal ministro dei Beni culturali: al via la «Festa della bellezza» con incontri, concerti e ballo in maschera Riapre il palazzo di via Palestro. Zecchi: Museo contemporaneo nella torre degli uffici comunali Dopo tre anni di restauro architettonico e risistemazione museografica Villa Belgiojoso Bonaparte, prima conosciuta come Villa Reale di via Palestro, è stata riaperta ieri alla presenza del ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione. Il Comune ha eseguito e portato a termine i lavori per i quali sono stati investiti oltre 7 milioni di euro. Il risanamento, in parte conservativo in parte di ricostruzione degli intonaci, ha rimesso in luce le decorazioni di alcuni soffitti e dello scalone d'onore, i marmorini settecenteschi (come alla Scala), gli ori del Salone da Ballo. Gli interventi hanno riguardato inoltre, il rifacimento delle facciate, delle coperture, l'abbattimento delle barriere architettoniche e l'adeguamento impiantistico. Tra le novità più spettacolari, il gesso originale della «Ebe» di Canova, ora ricomposta dopo il danneggiamento subito dalla bomba che nel 1993 devastò il Pac e le due nuove tele di Appiani acquistate dal Comune. All'anteprima con il ministro (un discorso in difesa dell'arte classica, il suo), erano presenti il sindaco Gabriele Albertini, il vicesindaco Riccardo De Corato che ha ricordato la velocità dell'esecuzione dei lavori, e l'assessore alla Cultura, Stefano Zecchi. Il quale, mentre spiegava che questa è l'ultima espressione di bellezza prima che la modernità facesse approdare l'arte nel campo delle sperimentazioni, ha rivelato che, anziché ai gasometri della Bovisa (la cui bonifica dell'area è troppo onerosa), «il museo dell'arte contemporanea di Milano può sorgere in piazza Duomo, nell'altra metà dell'Arengario, dove ci sono uffici comunali». Quindi, nella torre di sinistra ci sarà il Museo del '900, e in quella di destra potrebbe esserci il Museo del contemporaneo. L'11 marzo la Villa-museo apre definitivamente le porte al pubblico con una giornata non stop dalle 9.30 alle 24. Ma la «Festa dell'Arte e della Bellezza» incomincia già oggi: dieci giorni di appuntamenti organizzati dall'assessorato alla Cultura: un Gran ballo in maschera ispirato all'Ottocento a Palazzo Reale; la mostra «La bellezza celebra il potere. Vincenzo Monti e Napoleone» al Museo del Risorgimento; una tavola rotonda dal titolo «Collezionare il bello»; concerti, incontri e visite guidate; e sabato 11 l'apertura straordinaria della Villa. Il sindaco ha ricordato la pluralità degli interventi della giunta nel campo della cultura, tra i quali Scala, Ansaldo, Palazzo Reale, Museo del '900, sistema delle case museo, Acquario, Rotonda della Besana e ora Villa Belgiojoso Bonaparte. «L'amministrazione dal '97 a oggi ha investito in cultura oltre 300 milioni di euro, con una crescita del 4,2 per cento». Anche il presidente della Regione Roberto Formigoni in mattinata, aveva ricordato l'impegno in cultura: «Dal 2000 al 2005 la Regione Lombardia ha realizzato nella città di Milano 703 interventi, finanziandoli con oltre 83 milioni di euro».
Villa Reale e Arengario: rilanciamo la cultura
I due musei all'Arengario di Milano, Villa Reale e Palazzo Reale, sono stati riaperti dopo i restauri. La Villa Reale, nota come Villa Belgiojoso Bonaparte, è stata riaperta con un investimento di oltre 7 milioni di euro. Il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, ha inaugurato il palazzo con un discorso in difesa dell'arte classica. L'assessore alla Cultura, Stefano Zecchi, ha proposto un Museo del contemporaneo in una torre dell'Arengario. Il Comune ha eseguito lavori di restauro e risistemazione museografica per un totale di oltre 300 milioni di euro investiti in cultura dal 1997.
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