I tagli della legge finanziaria al settore pubblico e in particolare al settore dei beni culturali dimostrano l'assenza di una prospettiva di investimento per il rilancio e la promozione. Il mancato riconoscimento della centralità del patrimonio, nella cultura e anche nella economia del paese evidenzia il convincimento politico che il patrimonio sia un peso e non una risorsa. Da questa posizione, sulla quale il confronto appare della massima urgenza, si passa poi all' esplicita violazione di ogni regola di contrattualità sindacale: la soppressione dell'indennità di trasferta e delle maggiorazioni retributive delle festività è una modifica unilaterale del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Si raschia il fondo del barile e si "mettono le mani nelle tasche degli italiani". Si toglie parte di quello che è stato concesso con gli aumenti contrattuali. Per spiegare: ciò che è rimborsato al lavoratore in missione sul territorio non è tutto ciò che in realtà si spende. Non il biglietto dell' autobus per i percorsi intra-urbani, ne' tanto meno i taxi, (a volte l'unico mezzo per raggiungere in tempi accettabili i luoghi), non i parcheggi se si usa la propria auto; e anche i rimborsi per il carburante e la tariffa chilometrica, nel caso dell'auto, sono così bassi che le spese reali rientrano a malapena in quelle rimborsate. L'indennità di missione era ferma a valori di alcuni decenni fa (anzi è stata anche ribassata a 0,26 l'ora per le missioni superiori alle sette ore, mentre per le missioni entro le sette ore ammonta a 0,86 l'ora). Nel contempo non si forniscono le risorse per le spese di funzionamento, per il pagamento delle utenze, luce e telefono, per le spese postali, per le pulizie degli uffici e dei musei, per i restauri e le manutenzioni dei beni in consegna e del territorio di competenza. D'altra parte non mancano sprechi e aumenti di spesa: aumento delle direzioni generali (e regionali) ma non potenziamento degli organici delle soprintendenze (come dire: non si accrescono medici e infermieri e le risorse per loro disponibili, ma si aumentano dirigenti e uffici). Si verificano fatti curiosi: mentre si delegittimano e si umiliano le soprintendenze e i musei statali, i politici si rendono conto che per una città essere sede di Soprintendenza è segno di distinzione. Ecco quindi nascere nuove Soprintendenze in alcune centri politicamente strategici. Ai tagli non corrisponde un minor lavoro, anzi negli ultimi tempi registriamo un aumento esponenziale della burocrazia e delle responsabilità nei cantieri di restauro e nei musei e un calo degli organici. Nel contempo la legge in vigore rischia l' inapplicabilità per l'oggettiva complessità della struttura, per la parziale e confusa emanazione delle deleghe, per la burocratizzazione delle procedure. E il timore del contenzioso paralizza ogni incisiva azione di tutela. TUTELA. Parola demodé, se non addirittura sentita come simbolo di un potere illiberale. Ma davvero paga lasciar perdere la tutela? Abbandonare il territorio e il suo patrimonio, la cultura che ha espresso? Occuparsi solo di grandi mostre, di grandi capolavori, di grandi musei e occuparsene come merce di scambio? Da addetti ai lavori non lo crediamo e intendiamo salvaguardare quello che resta di una grande tradizione di pensiero e di pratica della gestione del patrimonio. Intendiamo aderire alla protesta dei colleghi delle Soprintendenze di Bari e del Lazio e proponiamo a tutti i colleghi iniziative comuni di agitazione riguardanti: il blocco delle attività di controllo delle spedizioniesportazioni, il blocco delle attività per la settimana della cultura, la chiusura al pubblico degli archivi fotografico e di catalogo. Il personale della Soprintendenza al patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Bologna
Documento di protesta della Soprintendenza al patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Bologna
La legge finanziaria ha tagliato significativamente il settore pubblico, in particolare il settore dei beni culturali. Ciò dimostra l'assenza di una prospettiva di investimento per il rilancio e la promozione del patrimonio culturale. Il patrimonio culturale è considerato un peso, non una risorsa, e le soprintendenze e i musei statali sono state sottoposte a tagli e misure discriminatorie. L'indennità di trasferta e le maggiorazioni retributive delle festività sono state soppressi, e le risorse per le spese di funzionamento e le utenze sono state ridotte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo