II 29 marzo il Tar potrebbe ordinare all'amministrazione comunale di eliminare le tribune dall'Anfiteatro romano. La Soprintendenza ai beni archeologici aspetta con ansia la decisione, che metterebbe fine a un contenzioso legale che - a parte una tregua biennale - dura da sei anni. Ma il Comune non ha fretta: «Siamo i primi a volere il ripristino dell'aspetto monumentale del bene, ma nel contempo abbiamo bisogno di uno spazio importante per gli eventi di qualità. E l'anfiteatro è un punto fermo. Credo si possa trovare, di comune accordo, una soluzione di compromesso», spiega il sindaco Emilio Floris. Il soprintendente ai beni archeologici Vincenzo Santoni non lo esclude. «L'anfiteatro ha sofferto, è stato espropriato della sua bellezza, la nostra esigenza è la leggerezza, non l'invasione. E possibile», aggiunge, «che l'anfiteatro possa essere riutilizzato in forma ecocompatibile». Si troveranno, discuteranno: c'è la volontà. Certo i precedenti non aiutano ad essere ottimisti. Dopo un quadriennio di strutture provvisorie che venivano smontate alla fine di ogni stagione (costo 900 milioni di lire a stagione), nel 2000 - con 4,8 miliardi di lire di fondi del Giubileo - l'amministrazione ricoprì le gradinate con tribune definitive. Parte dell'intellighenzia cittadina gridò allo scandalo e la Soprintendenza ai beni archeologici, che in precedenza aveva autorizzato la sistemazione degli spalti, chiese al Comune di eliminarli. L'amministrazione ricorse al Tar ma nel 2002, dopo una mediazione, venne siglato un protocollo d'intesa tra Comune, Soprintendenza ai beni archeologici e Soprintendenza ai beni artistici che prevedeva l'eliminazione delle tribune a fine estate 2004 e la loro sistemazione nel nuovo spazio Grandi eventi previsto nel lungomare di Sant'Elia. Non è successo nemmeno nel 2005, perché il Comune non ha trovato uno spazio alternativo. Così quella causa è stata riesumata. «Togliere gli anelli e lasciarlo come era prima che il Comune lo prendesse in consegna non basta», chiarisce Floris. «Per restituirlo alla piena godibilità bisogna farci lavori di recupero, al termine dei quali farlo diventare uno spazio per eventi limitati. Nel contempo tornerà nel circuito dei beni monumentali. Questo avverrà a prescindere dalle sentenze del Tar. L'anfiteatro», conclude, «è una grande struttura per spettacoli che ha affascinato molta gente. Sono certo che non stiamo danneggiando la struttura, anzi la stiamo proteggendo, e che sedendoci attorno a un tavolo troveremo la soluzione migliore».