Pozzuoli. Cade a pezzi, giorno dopo giorno, uno dei tanti reperti storico - monumentali, l'ennesimo, del ricco e suggestivo patrimonio archeologico dei Campi Flegrei, che versa da tempo in uno stato di incomprensibile abbandono e degrado. Una sorta cioè di drammatica "mummificazione", che espone questi "scrigni della memoria" ad una serie di manomissioni e trafugamenti, se non addirittura ad un vero sacco della storia e delle sue peculiari testimonianze, ad opera -o rmai è noto - di tombaroli di professione e pseudoantiquari che, guarda caso, si dicono studiosi. Presi di mira, ancora una volta, sono i singolari tesori di via Campana, l'antica Consularis Puteolis Capuam che, ben si conosce, costituiva l'arteria maestra del commercio e del traffico di questa "regione romana", con ai lati il susseguirsi di variegati ambienti per lo più ad architettura funeraria, che per vastità ed importanza non sono certo inferiori ad altri complessi sepolcrali del mondo romano. Capita così che lungo la linea ferroviaria - ex Fs, verso Quarto e Qualiano, e quasi adiacente ai binari della "metropolitana", uno di questi mausolei si trova appunto in uno stato di assurdo degrado, coperto com'è di erbacce e rifiuti vari, ed una statica che, giorno dopo giorno, rivela condizioni di estrema precarietà e, quindi, un serio pericolo di crollo dell'intera struttura, a fronte di benché minimi interventi di manutenzione, che purtroppo sono mancati in tutti questi anni. Ma lo scenario ambientale non è da meno, posto che le scarpate dei terreni laterali alla "Ferrovia", sono disseminate di immondizie anche pesanti ed ingombranti, mentre miasmi nauseabondi si sollevano, appestando l'aria, da una grossa vasca quadrata, contenente acqua putrida e "nera", senz'altro di dubbia origine. A quando, dunque, una corretta politica del territorio per una concreta e radicale bonifica di tutta la zona, sino alla collassata, specie dal punto di vista idrogeologico, "Montagna Spaccata" ed oltre?