Non è importante quello che si ha, bensì quello che si mostra. Partendo da questa constatazione l'imprenditore Riccardo Schmid, nel giugno scorso, ha creato a Milano il CircleClub, il primo club in Italia per l'affitto di beni di lusso. Accanto alle macchine, barche e jet privati, ora è possibile prendere a noleggio anche le opere d'arte. Da Canaletto ad Antonie Van Dyck, da Alberto Burri ad Andy Warhol, i grandi autori dell'arte antica e moderna possono essere ammirati sulla parete del salone di casa e negli uffici delle banche d'affari per un periodo che va da due settimane a sei mesi. Il tempo della contemplazione varia dalla cifra spesa. Chi vuole vantarsi di possedere un Canaletto dal valore di 2 milioni di euro può arrivare a spendere 90 mila euro per sei mesi di permanenza, mentre per due settimane è necessario sborsare 30 mila euro. Per un'opera sicuramente meno seducente come un Cellotex di Burri la spesa è di 7.350 euro per due settimane. Ma attraverso la galleria Monte Carlo Art gallery (la consulente del settore artistico di CircleClub è nientemeno che Francesca Manzù, nipote del celebre scultore) da cui provengono le opere c'è anche la possibilità di avere un Warhol a 3.750 euro o un De Chirico non particolarmente significativo come Cavallo con drappo rosso in vendita a 190 mila euro (le opere importanti del maestro della metafisica possono tranquillamente superare i 500 mila euro) per 2.850 euro. Il prezzo dell'affitto, insomma, dipende dal valore del quadro ancor più che dal prestigio dell'autore. Tanto che sfogliando il listino si scopre che un décollage di Mimmo Rotella, l'artista da poco scomparso, si può tenere in casa per tre mesi spendendo 4.800 euro, una cifra superiore rispetto a Donna nuda, una piccola tecnica mista di Gustav Klimt accessibile per 2.400 euro. Certo, di fronte a un'operazione di questo genere i collezionisti tradizionali inorridirebbero. Nessuno sarebbe disposto a prestare nemmeno per un giorno un proprio bene, né tantomeno a mettersi in casa un'opera se non per sempre. Ma il CircleClub nasce in base a esigenze diverse dove l'esibizionismo da un lato e, dall'altro, il desiderio di godere, sia pure a intermittenza, di un'opera d'arte senza essere costretti a impegnare un grosso capitale per l'acquisto possono avere la meglio. C'è un profondo cambiamento di mentalità', spiega Schmid, e oggi in molte circostanze non ci si vuole impegnare in investimenti troppo impegnativi'. Del resto, la formula del lusso che si utilizza e non si possiede pare funzionare e i soci sono già 80 con un fatturato nei primi sei mesi di attività pari a 1 milione di euro. Nel 2006', annuncia Schmid, contiamo di triplicare i soci raggiungendo un fatturato di 3 milioni di euro con aperture di nuove sedi in altre città d'Italia'. Fino a ora, tuttavia, si è puntato su settori del lusso che si deprezzano come le macchine da corsa, che richiedono un grosso investimento. Chi si vuole togliere lo sfizio di guidare per 50 giorni all'anno la Ferrari 430, la Porsche Carrera o la Bentley Continental GT spende intorno ai 20 mila euro, ossia il costo annuale della tessera al CircleClub. In tal modo si sente re per una notte senza superbolli, tassazioni iperboliche o esorbitanti spese di gestione. Con le opere d'arte il discorso è un po' diverso visto che un dipinto ben scelto, nel tempo, dovrebbe avere un incremento di valore. Ma non sempre è così', spiega l'ideatore, anche in arte c'è chi si è trovato con il cerino in mano e ci sono autori oggi non blasonati che costano meno di dieci anni fa'. In quel caso è meglio l'affitto che, per lo meno, nel caso delle aziende, si può detrarre dalle tasse. Inoltre, chi si affeziona all'opera d'arte e decide di tenerla per sempre, può acquistarla, e al prezzo di listino verrà detratto il noleggio.