SCOPERTO un clamoroso abuso edilizio. Una colata di cemento nel cuore della Roma del terzo secolo. Tra le terme di Caracalla, del 212-217 d.C, e le Mura aureliane, innalzate sessant'anni dopo, quest'anno sono sorti ben quattro edifici. Spuntati come funghi nel verde del vivaio che si trova tra via di Porta Ardeatina e via Baccelli. Siamo, urbanisticamente parlando, in zona A. Un'area di pregio assoluto. Dove non si può innalzare neanche un palo senza chiedere l'autorizzazione. E invece ecco più di 2000 metri cubi di vetro e calcestruzzo. Costruiti in spregio alla natura. E senza alcun permesso. Mail cantiere dell'abuso segnalato a Repubblica da un lettore che aveva notato passando su via Baccelli consistenti spostamenti di terra è stato bloccato su disposizione di Luca Odevaine responsabile dell'ufficio Decoro urbano del Campidoglio. Posti ieri i sigilli, ora s'attende che il procedimento arrivi al più presto alla demolizione. E l'area torni alla natura e alla storia. Per i quattro manufatti esisterebbe la domanda di condono. Ma formulata fuori tempo massimo. «Si tratta d'interventi d'urbanizzazione primaria ci sono ben definiti solchi stradali, un parcheggio, punti luce e pozzetti per le fogne che sono una bestemmia in un'area d'interesse archeologico come questa. Come lo sono i plinti in cemento armato, i tramezzi, le coperture, gli allacci e le tracce per gli impianti elettrici, idrici e termo-idraulici. Mancavano solo i pavimenti e le tre strutture erano pronte per servire, presumibilmente, a uffici e all'esposizione di merce. Spiega Luca Odevaine, vice capo gabinetto del sindaco: «La macchina è entrata in funzione con tempismo. Dopo il sequestro penale, il procedimento passerà in procura». Se la procura penale convalida, «verranno subito approntati i procedimenti amministrativi per la demolizione d'ufficio». La paura, in questi casi, è che, tra un ricorso e l'altro, si arrivi alle calende greche. «Siamo in zona A assicura Odevaine e, in questo caso, scatta la procedura d'urgenza». Il destino per i quattro ecomostri è segnato. «Una trentina di giorno al massimo e le ruspe entreranno in azione» è la previsione. Dopodiché, davanti alle magnifiche rovine di Caracalla, saranno portate vie le macerie del 2006. E nel destino di questo angolo violato di Roma c'è il «ripristino originario dei luoghi».
Caracalla, 2000 metri cubi abusivi
Un cantiere abusivo è stato scoperto a Roma, in un'area di pregio assoluto dove non si può innalzare neanche un palo senza autorizzazione. Sono stati costruiti quattro edifici senza permesso, tra le terme di Caracalla e le Mura aureliane. Il cantiere è stato bloccato e si attende che il procedimento arrivi alla demolizione. I quattro manufatti esistono con la domanda di condono, ma formulata fuori tempo massimo. La macchina è entrata in funzione con tempismo e il procedimento passerà in procura. Se convalidata, verranno approntati i procedimenti amministrativi per la demolizione. La zona è in zona A, dove scatta la procedura d'urgenza.
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