Con i bandi 2005 sono stati stanziati quasi otto milioni di euro per la Bergamasca Finanziati i restauri del convento di San Paolo d'Argon e del chiostro di Sant'Agostino Ambiente e cultura Un sostegno concreto ai progetti no-profit Con lo slogan «I problemi? Li mettiamo al Bando» la Fondazione Cariplo lancia i bandi 2006 per sostenere progetti non profit nel settori di intervento: ambiente, arte e cultura, ricerca e servizi alta persona inseriti nel Piani d'Azione pluriennali. Ecco i bandi (per i dettagli e i moduli; www.fondazionecariplo.lt). AMBIENTE Promuovere forme di gestione integrata è partecipata delle acque superficiali (scadenza 28 aprile 2006); promuovere l'educazione ambientale (scadenza 28 aprile 2006). ARTE E CULTURA Valorizzare il patrimonio culturale: verso la creazione di sistemi culturali locali; creare e divulgare cultura attraverso gli archivi storici; promuovere il miglioramento gestionale degli enti musicali e teatrali; promuovere la creazione di reti per la diffusione dello spettacolo dal vivo (scadenza 15 giugno 2006); sostenere progetti innovativi per avvicinare i bambini allo spettacolo dal vivo (scadenza 28 aprile 2006) RICERCA SCIENTIFICA Promuovere la ricerca scientifica e tecnologica in tema di salute e scienze della vita (scadenza 28 aprile 2006); promuovere la valorizzazione della conoscenza attraverso il sostegno di progetti di ricerca applicata su tecnologie abilitanti (scadenza 28 aprile 2006); promuovere progetti internazionali finalizzati al reclutamento di giovani ricercatori. SERVIZI ALLA PERSONA Tutelare e accompagnare i minori soli; tutelare l'Infanzia negata e garantire il diritto del minore alla famiglia; sostenere lo sviluppo imprenditoriale e gestionale di organizzazioni che realizzano percorsi di inserimento lavorativo per persone svantaggiate; sostenere il «dopo di noi"; costruire e rafforzare l'autonomia abitativa dei soggetti deboli; creare partnership internazionali per lo sviluppo. Itis Paleocapa «Esperia», chiostro di Sant'Agostino e convento di San Paolo d'Argon saranno restaurati e ristrutturati grazie al contributo della Fondazione Cariplo, che ha stanziato 7 milioni 746 mila e 854 euro da assegnare a Bergamo, nel comparto «Interventi emblematici 2005». Si tratta di fondi concessi ogni anno a una diversa provincia lombarda per iniziative di particolare importanza per il territorio, che devono avere caratteristiche di rilevanza dal punto di vista strutturale, essere in parte autofinanziati e avere un utilizzo capace di promuovere sviluppo anche economico per il territorio. I progetti saranno presentati venerdì nella sede dell'Amministrazione provinciale. Due milioni di euro vanno al restauro del monastero benedettino di San Paolo d'Argon: l'abbazia e la chiesa di S. Maria saranno sottoposte a restauro conservativo. Tutta la struttura seicentesca poi sarà destinata a centro polifunzionale per ospitare eventi culturali (convegni, mostre, concerti, spettacoli) e attività didattiche di alta fascia con particolare riguardo alla musica, ma anche attività di formazione, rivolte in particolare, ma non solo, all'aggiornamento del clero bergamasco. L'obiettivo è istituire una sorta di «percorso cluniacense» che unisca aspetti artistici e spirituali promuovendo collaborazioni culturali con la Scuola di Santa Cecilia ma anche università e istituzioni nazionali e europee, e rappresenti un motore anche turistico per la zona. [ contenuti del progetto fanno parte di un accordo il programma sottoscritto la Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune e Parrocchia di San Paolo d'Argon, Diocesi e Università di Bergamo. La fetta più consistente dell'erogazione, 5 milioni di euro, a fondo perduto, andranno alla Provincia per completare la sistemazione dell'Itis Paleocapa. In particolare saranno realizati la nuova palazzina per a tessitura con 4 laboratori, quattro aule, un'aula magna e i servizi. Il nuovo blocco sarà collegato alla gemella palazzina destinata all'informatica. La parte più innovativa del progetto riguarda il recupero degli sheds, i capannoni industriali col tetto inclinato che costituiscono il cuore antico dell'istituto, considerati ormai un valore per l'archeologia industriale. Si tratta in tutto di 4 mila 778 metri quadrati che diventeranno un grande auditorium e uno spazio espositivo flessibile dedicato al patrimonio documentario, tecnologico e industriale della provincia. Alla fine dei lavori di riqualificazione, il territorio potrà disporre di un centro integrato di didattica e cultura industriale, tenendo fede allo stretto legame che fin dalla fondazione l'«Esperia» - così chiamata perché occupò la sede della Società automobili lombarda che a fine '800 produceva l'automobile omonima - ha mantenuto con l'evoluzione economica bergamasca. La ristrutturazione complessiva dell'Itis (che comporta un investimento di 13 milioni 364 mila euro) è un obiettivo molto sentito dai bergamaschi per molti motivi: la scuola rappresenta da generazioni il punto di riferimento privilegiato per l'istruzione tecnica alta ed è tuttora la principale fonte di assunzione di tecnici per l'industria locale. L'edificio, caro A migliaia di bergamaschi, nel corso del tempo è stato rattoppato e risistemato parzialmente e un progetto di riassetto complessivo era ormai improrogabile. Circa 750 mila euro contribuiranno invece al recupero della facciata e del chiostro minore di Sant'Agostino. È questo il contributo minore, molto lontano dai due milioni e mezzo di euro chiesti dal Comune di Bergamo (su un investimento complessivo di 7,3 milioni di euro) per poter completare il restauro del complesso architettonico ora abitato dall'università e utilizzato dalla città per manifestazioni culturali. Il restauro finale riguarda ancora la facciata della ex chiesa, compresi rosone, vetrate, il sagrato e il chiostro minore, il primo che si incontra varcando il cancello di ingresso. Il monastero di Sant'Agostino, fondato nel 1290 dai padri eremitani, passò agli agostiniani nel 1407 e fu soppresso dai francesi nel 1797. Fino al 1966, quando fu acquisito dal Comune, fu adibito a caserma. L'ECO DI BERGAMO, 1 marzo 2006 (Bergamo) La Fondazione Cariplo salva l'arte Susanna Pesanti Con i bandi 2005 sono stati stanziati quasi otto milioni di euro per la Bergamasca Finanziati i restauri del convento di San Paolo d'Argon e del chiostro di Sant'Agostino Ambiente e cultura Un sostegno concreto ai progetti no-profit Con lo slogan «I problemi? Li mettiamo al Bando» la Fondazione Cariplo lancia i bandi 2006 per sostenere progetti non profit nel settori di intervento: ambiente, arte e cultura, ricerca e servizi alta persona inseriti nel Piani d'Azione pluriennali. Ecco i bandi (per i dettagli e i moduli; www.fondazionecariplo.lt). AMBIENTE Promuovere forme di gestione integrata è partecipata delle acque superficiali (scadenza 28 aprile 2006); promuovere l'educazione ambientale (scadenza 28 aprile 2006). ARTE E CULTURA Valorizzare il patrimonio culturale: verso la creazione di sistemi culturali locali; creare e divulgare cultura attraverso gli archivi storici; promuovere il miglioramento gestionale degli enti musicali e teatrali; promuovere la creazione di reti per la diffusione dello spettacolo dal vivo (scadenza 15 giugno 2006); sostenere progetti innovativi per avvicinare i bambini allo spettacolo dal vivo (scadenza 28 aprile 2006) RICERCA SCIENTIFICA Promuovere la ricerca scientifica e tecnologica in tema di salute e scienze della vita (scadenza 28 aprile 2006); promuovere la valorizzazione della conoscenza attraverso il sostegno di progetti di ricerca applicata su tecnologie abilitanti (scadenza 28 aprile 2006); promuovere progetti internazionali finalizzati al reclutamento di giovani ricercatori. SERVIZI ALLA PERSONA Tutelare e accompagnare i minori soli; tutelare l'Infanzia negata e garantire il diritto del minore alla famiglia; sostenere lo sviluppo imprenditoriale e gestionale di organizzazioni che realizzano percorsi di inserimento lavorativo per persone svantaggiate; sostenere il «dopo di noi"; costruire e rafforzare l'autonomia abitativa dei soggetti deboli; creare partnership internazionali per lo sviluppo. Itis Paleocapa «Esperia», chiostro di Sant'Agostino e convento di San Paolo d'Argon saranno restaurati e ristrutturati grazie al contributo della Fondazione Cariplo, che ha stanziato 7 milioni 746 mila e 854 euro da assegnare a Bergamo, nel comparto «Interventi emblematici 2005». Si tratta di fondi concessi ogni anno a una diversa provincia lombarda per iniziative di particolare importanza per il territorio, che devono avere caratteristiche di rilevanza dal punto di vista strutturale, essere in parte autofinanziati e avere un utilizzo capace di promuovere sviluppo anche economico per il territorio. I progetti saranno presentati venerdì nella sede dell'Amministrazione provinciale. Due milioni di euro vanno al restauro del monastero benedettino di San Paolo d'Argon: l'abbazia e la chiesa di S. Maria saranno sottoposte a restauro conservativo. Tutta la struttura seicentesca poi sarà destinata a centro polifunzionale per ospitare eventi culturali (convegni, mostre, concerti, spettacoli) e attività didattiche di alta fascia con particolare riguardo alla musica, ma anche attività di formazione, rivolte in particolare, ma non solo, all'aggiornamento del clero bergamasco. L'obiettivo è istituire una sorta di «percorso cluniacense» che unisca aspetti artistici e spirituali promuovendo collaborazioni culturali con la Scuola di Santa Cecilia ma anche università e istituzioni nazionali e europee, e rappresenti un motore anche turistico per la zona. [ contenuti del progetto fanno parte di un accordo il programma sottoscritto la Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune e Parrocchia di San Paolo d'Argon, Diocesi e Università di Bergamo. La fetta più consistente dell'erogazione, 5 milioni di euro, a fondo perduto, andranno alla Provincia per completare la sistemazione dell'Itis Paleocapa. In particolare saranno realizati la nuova palazzina per a tessitura con 4 laboratori, quattro aule, un'aula magna e i servizi. Il nuovo blocco sarà collegato alla gemella palazzina destinata all'informatica. La parte più innovativa del progetto riguarda il recupero degli sheds, i capannoni industriali col tetto inclinato che costituiscono il cuore antico dell'istituto, considerati ormai un valore per l'archeologia industriale. Si tratta in tutto di 4 mila 778 metri quadrati che diventeranno un grande auditorium e uno spazio espositivo flessibile dedicato al patrimonio documentario, tecnologico e industriale della provincia. Alla fine dei lavori di riqualificazione, il territorio potrà disporre di un centro integrato di didattica e cultura industriale, tenendo fede allo stretto legame che fin dalla fondazione l'«Esperia» - così chiamata perché occupò la sede della Società automobili lombarda che a fine '800 produceva l'automobile omonima - ha mantenuto con l'evoluzione economica bergamasca. La ristrutturazione complessiva dell'Itis (che comporta un investimento di 13 milioni 364 mila euro) è un obiettivo molto sentito dai bergamaschi per molti motivi: la scuola rappresenta da generazioni il punto di riferimento privilegiato per l'istruzione tecnica alta ed è tuttora la principale fonte di assunzione di tecnici per l'industria locale. L'edificio, caro A migliaia di bergamaschi, nel corso del tempo è stato rattoppato e risistemato parzialmente e un progetto di riassetto complessivo era ormai improrogabile. Circa 750 mila euro contribuiranno invece al recupero della facciata e del chiostro minore di Sant'Agostino. È questo il contributo minore, molto lontano dai due milioni e mezzo di euro chiesti dal Comune di Bergamo (su un investimento complessivo di 7,3 milioni di euro) per poter completare il restauro del complesso architettonico ora abitato dall'università e utilizzato dalla città per manifestazioni culturali. Il restauro finale riguarda ancora la facciata della ex chiesa, compresi rosone, vetrate, il sagrato e il chiostro minore, il primo che si incontra varcando il cancello di ingresso. Il monastero di Sant'Agostino, fondato nel 1290 dai padri eremitani, passò agli agostiniani nel 1407 e fu soppresso dai francesi nel 1797. Fino al 1966, quando fu acquisito dal Comune, fu adibito a caserma.