Trastevere offre, svoltando in una via o in una piazza, gioielli inaspettati. E magari dimenticati. Così, ai confini di Trastevere è tornata agli antichi splendori la fontana di via di Porta San Pancrazio, angolo via Garibaldi. La fontana sistemata nel 1937 dal Governatorato, è costituita da una vasca sarcofago in marmo, addossata alla parete, con al centro una testa leonina e ai lati due bocchette dell'acqua. Il restauro, diretto dalla Soprintendenza comunale, realizzato dal Consorzio Officina, è stato finanziato dalla facoltà di Giurisprudenza di Tor Vergata. La fontana e la lapide, versavano in pessimo stato, così come l'area circostante. Il degrado era dovuto sia all'inquinamento atmosferico e delle auto sia all'usura del tempo. Spesso i barboni usavano la fonte per il bucato. L'intervento è durato tre mesi. Gli esperti hanno ripulito il marmo e applicato le vernici ignifughe, hanno consolidato e stuccato le parti mancanti, impermeabilizzato l'interno della vasca. L'Acea Ato 2 ha effettuato un nuovo impianto d'illuminazione e verificato l'impianto idrico. Il Primo Municipio ha collocato nell'area sei colonnotti per impedire il parcheggio selvaggio. «L'intervento completa il programma di restauri delle fontane presenti sul Gianicolo versante via Garibaldi, iniziato con la Mostra dell'Acqua Paola e proseguito con la fontana del Prigione su via Mameli, i cui lavori sono attualmente in corso», ha dichiarato l'assessore alla Cultura, Gianni Borgna.