Tagliati 10 milioni dal governo. Melandri: "Uno scandalo": IL direttore Baldi: "Ho fiducia che il governo ci ripensi, chiudere il cantiere costa troppo" ILTAGLIO dei 10 milioni di euro al progetto Maxxi è «uno scandalo» per Giovanna Melandri, che l'ha fortemente voluto al suo nascere. Più possibilista il direttore del Darc Maxxi, Pio Baldi, che si dice «preoccupato ma fiducioso». Fiducioso che in qualche modo i dieci milioni di euro che sono usciti dalla finestra rientrino dalla porta, dopo la bocciatura del decreto che finanziava il progetto. Baldi non vuole credere che davvero il governo voglia fermare i lavori per il grande Museo delle Arti del XXI secolo progettato dall 'architetta anglo irachena Zaha Hadid. «Senza quei soldi il cantiere si deve fermare», spiega. «E sa quanto costa tenere fermo un cantiere di quel tipo? Costa 300 mila euro al mese, senza contare il contenzioso che si aprirebbe con la ditta che ha l'appalto. Per il governo è un cattivissimo affare. Tanto più che questo è un cantiere importante, che porta la tecnologia delle costruzioni a livelli che a Roma non si erano mai visti. Per questo sono fiducioso che il governo trovi una soluzione. Mi è stato detto che si sta facendo un tentativo per far rientrare il finanziamento dei 10 milioni di euro in un altro decreto legge. Spero che questo tentativo abbia successo, altrimenti sarebbe un disastro. Il Maxxi, all'inizio, aveva avuto un finanziamento di 120 miliardi, che avrebbe coperto tutta l'opera. Poi questo progetto è stato definanziato, e ora bisogna elemosinare tutte le volte i soldi per andare avanti. Non si può continuare così». Per Giovanna Melandri il taglio dei 10 milioni è «uno scandalo». «Lì avevamo avviato un progetto di scala europea, il gemello dell'Auditorium per la promozione dell'arte contemporanea, che diventasse anche un centro-officina di grande livello ed ora, dopo il contagocce con cui in questa legislatura il governo ha fatto arrivare i finanziamenti, siamo al blocco totale. È davvero uno scandalo. Il comune ha fatto tanto per l'Auditorium, per rilanciare questa parte di Roma, ma qui si tratta di un grande progetto nazionale al quale avrebbe dovuto provvedere il governo. Invece non lo ha fatto e ora siamo davanti agli effetti drammatici di questa assenza. D'altra parte questo governo si è caratterizzato proprio per i tagli alla cultura e l'ha detto Tremonti a suo tempo, che gli investimenti per la cultura sono improduttivi, sprechi da tagliare, come le auto blu. Il mancato finanziamento del Maxxi è un danno gravissimo alla città di Roma, ma anche per tutta la cultura italiana. Non solo questo governo non ha investito in progetti, ma tutti i progetti avviati dal governo dell'Ulivo sono stati abbandonati. Basta pensare alla Domus Aurea, aperta con grande fatica dal governo dell'Ulivo e chiuso oggi per mancanza di fondi. E ora anche il Maxxi: è una Caporetto».
Il cantiere del Maxxi a rischio
Il governo ha tagliato 10 milioni di euro al progetto Maxxi, un grande museo delle arti del XXI secolo a Roma. Giovanna Melandri, direttore del progetto, lo considera uno scandalo. Pio Baldi, direttore del Darc Maxxi, è più ottimista e crede che il governo troverà una soluzione per far rientrare i fondi. Il progetto aveva un finanziamento di 120 miliardi, ma è stato ridotto a causa della crisi economica. Il taglio dei 10 milioni è un danno per la città di Roma e per la cultura italiana. Il governo ha tagliato anche altri progetti culturali, come la Domus Aurea. Il progetto Maxxi è considerato un importante passo per la tecnologia delle costruzioni a Roma.
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